Discariche abusive, appello per l’isola ecologica

E’ DIVENTATO preoccupante e per molti aspetti anche oneroso per gli alti costi economici che il più delle volte sono a carico delle amministrazioni locali, costrette alla bonifica dei luoghi per evitare il proliferarsi di condizioni di illegalità  e di situazioni deteriori dal punto di vista igienico-sanitario. Quello delle discariche abusive è un fenomeno ormai fuori controllo e riguarda diverse zone del territorio. Spesso sono le aree fluviali, quelle rurali o periferiche rispetto ai centri abitati ad essere prese di mira e trasformate in immondezzai. Nei giorni scorsi alcuni cittadini hanno segnalato un nuovo scempio (nella foto) in una zona a monte del fiume Savuto, lungo la ex statale 19, a pochi chilometri dalla periferia di Marzi. Da queste parti la vegetazione nasconde oggetti di ogni tipo, soprattutto beni durevoli che contengono sostanze pericolose. In più punti, tra sterpaglie e burroni è stato gettato di tutto, persino lastre di amianto. Addirittura, un fosso naturale è stato riempito di vecchi televisori, apparecchiature elettroniche e computer in disuso. Il rischio è legato al processo di degrado dei materiali e alla eventuale dispersione di sostanze pericolose. Che fare? Il primo passo potrebbe essere la realizzazione di una ‘isola ecologica’ – progetto già  avviato dalla Comunità  Montana del Savuto, che prevede la costruzione di una piattaforma per la raccolta e la selezione dei rifiuti (anche ingombranti) predisposta per lo smaltimento corretto e il riciclaggio. Si tratta di un centro di supporto alla raccolta differenziata che dovrà  essere realizzato in territorio di Belsito, a pochi chilometri dallo svicolo autostradale di Piano Lago. Una sorta di ‘isola ecologica’ cofinanziata con la Regione Calabria. Ottenuto il parere positivo dal dipartimento politiche dell’Ambiente, la Comunità  montana del Savuto intende sollecitare gli enti aderenti a concretizzare gli impegni finanziari e a definire i termini della gestione dell’impianto. Al momento, però, solo i comuni di Marzi, Rogliano e Santo Stefano di Rogliano hanno stanziato la somma di competenza nel Bilancio 2011. Un ulteriore ritardo, infatti, potrebbe ritardare l’avvio della costruzione dell’impianto o causare la perdita del finanziamento regionale (150.000 euro). Le difficoltà  sono state vagliate in questi giorni dal presidente della Cms, Giovanni De Rose, che ha convocato un incontro con gli amministratori locali. Della proposta sono stati interessati anche i comuni di Aiello Calabro, Altilia, Aprigliano, Belsito, Carpanzano, Cellara Dipignano, Figline Vegliaturo, Grimaldi, Lago, Malito, Mangone, Paterno Calabro e Piane Crati.

Gaspare Stumpo

Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria.

 

Le immagini dello scempio in territorio di Marzi (Cs)

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