Di nuovo in piazza contro la chiusura del S. Barbara

LA PROTESTA RIPARTE e con scelte anche forti da parte dei cittadini che non hanno nessuna intenzione di assistere alla chiusura di un ospedale che per oltre trent’anni ha rappresentato un presidio di salute e buona sanità  per un territorio ampio e geograficamente complesso. Nella mattinata di ieri queste istanze sono state fatte proprie da sindaci ed amministratori locali che, sulla scorta delle dichiarazioni dei giorni scorsi, hanno avviato nuove forme di mobilitazione popolare contro il decreto n° 34 emanato il 6 maggio scorso dal presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti. Un provvedimento che, nell’ambito della riorganizzazione della rete nosocomiale, trasforma gli ospedali distrettuali in centri di assistenza primaria territoriale (capt). Tra di essi il S. Barbara. “E’ una decisione che non possiamo accettare. Da oggi – ha detto il sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo – assieme agli amministratori e ai cittadini della vallata, iniziamo una serie di manifestazioni a difesa del nosocomio che culmineranno nel raduno di martedì con il quale intendiamo chiedere un incontro immediato con Scopelliti”. L’iniziativa avrà  inizio alle ore 17, presso l’ex campo sportivo. I sindaci si sono incatenati davanti all’ingresso della struttura. Con loro il presidente della Comunità  montana, Giovanni De Rose, e il consigliere regionale, Ferdinando Aiello. “Intendiamo chiamare al confronto la Regione Calabria che – ha fatto sapere quest’ultimo – arbitrariamente, nonostante il piano di rientro non sia stato ancora approvato, sta delegittimando l’ospedale di Rogliano”. “I politici che quotidianamente si recano nel Savuto – ha aggiunto Aiello – devono assumersi le proprie responsabilità , in particolare quelli che ci governano in questo momento devono spiegare perché uno stabilimento che è al servizio dell’Azienda ospedaliera di Cosenza viene chiuso e riconvertito. Auspichiamo una ferma presa di posizione della popolazione e per questo – ha affermato l’esponente di Sel – non escludiamo forme di protesta eclatanti anche perché il Santa Barbara è l’unico presidio a norma mentre non lo sono né il Mariano Santo né l’Annunziata di Cosenza”. L’impressione, a questo punto, è che quella a sostegno dell’ospedale di Rogliano possa trasformarsi in protesta contro la classe politica regionale con tanto di sciopero generale di tutto il comprensorio. Oltre alla sanità , forme latenti di disagio sociale riguardano infatti il precariato, le infrastrutture e la mobilità . “Declassare il S. Barbara – ha spiegato il sindaco di Mangone, Raffaele Pirillo – significa mettere in ginocchio popolazioni che hanno bisogno di assistenza e che si trovano in situazioni disagiate. Significa, ancora una volta, la volontà  politica di colpire questa zona che, oltre a quello dell’ospedale, vanta altre problematiche. Per questo abbiamo deciso di costituire la Consulta dei Sindaci. Martedì – ha concluso Pirillo – faremo sentire la nostra voce perché non siamo più disposti a subire e useremo tutti i mezzi per ottenere ciò che ci spetta di diritto”.

Gaspare Stumpo

Nelle foto: la protesta di venerdi scorso davanti al S. Barbara.

 

 

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