Filice (Pdci): ´decisione sofferta ma necessaria”

IN UNA NOTA a firma del responsabile zonale Antonio Filice (nella foto) i Comunisti Italiani hanno evidenziato le ragioni della scelta che li ha portati, tramite il loro rappresentante, Luigi Pascuzzo, a sfiduciare, nei giorni scorsi, il sindaco Rodolfo Aiello e la sua Amministrazione. Una scelta “sofferta ma necessaria” ha affermato il dirigente del Pdci, partito – quest’ultimo – che nel maggio 2007 aveva contribuito alla vittoria della lista ‘Marzi Democratica’ – coalizione dalla quale si è poi distaccato “per incompatibilità  con gli estremi caratteriali del sindaco”. Una decisione che ha pesato non tanto sulla tenuta della maggioranza ma soprattutto sulla natura del confronto politico cittadino, che ha finito per caratterizzarsi con polemiche e scontri a volte anche aspri. “La costante sottovalutazione dei cittadini comuni, del mondo dell’associazionismo, dei rappresentanti delle opposizioni e di parte della sua stessa maggioranza – ha scritto Filice – è stato il filo conduttore dell’azione amministrativa di questo sindaco che non ha consentito a nessuno di misurarsi sulle tante problematiche affrontate che vanno dalla scuola primavera al psa, dal depuratore consortile alle gestione del personale, dalla bretella ‘Castagneto’ alla strada ‘Convento-Britto’ – al guadagno reale e immediato della cessione di parte del territorio di Marzi all’A.s.i, dal campo sportivo al camposanto, dalla rete idrica alla perforazione fallimentare per improbabile captazione, dall’utilizzo delle strutture al mega progetto per l’eolico e per concludere con le piccole strutture come il centro per disabili”. Un documento dal contenuto molto forte, dunque, attraverso il quale il Pdci ha invitato i marzesi a “riflettere e a cogliere gli aspetti positivi della vicenda”. La sfiducia ad Aiello, ricordiamo, è arrivata con le dimissioni di sette consiglieri su dodici: Lucio Costanzo, Mauro Colacino, Erminia Emilia Guarascio, Dario Cozza, Luigi Pascuzzo, Sergio Sicilia e Francesco Garofalo. Gli ultimi tre eletti con lo stesso Aiello nella lista ‘Marzi Democratica’. “Ciò è quanto dovevamo ai cittadini di Marzi ai quali – ha concluso Filice – ci rivolgiamo con la consapevolezza che questa Comunità  ha espresso in ogni circostanza intelligenza e attaccamento alle proprie radici culturali e non meritava di essere relegata al semplice ruolo di osservatore asettico e inerme di fronte a decisioni assunte con arroganza e scarso senso del sociale”.

Gaspare Stumpo

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