Falbo chiede a Scopelliti di rivedere scelte su Ospedale

IL SAVUTO guarda con attenzione ai propositi lanciati dagli amministratori dell’area del Lametino circa la costituzione di una conferenza permanente per tenere alta l’attenzione sui temi della Sanità . L’incontro che si è svolto nelle scorse ore a Lamezia Terme è la prova evidente che i territori intendono discutere, confrontarsi e avviare soluzioni condivise. In una regione geograficamente complessa, con realtà  marginali e infrastrutture precarie, appare quanto mai necessario, infatti, ottimizzare la rete dei servizi concertandone la distribuzione sulla base delle esigenze e delle condizioni di vita delle popolazioni. Una pianificazione equa che punti all’efficienza venendo incontro alla domanda di salute dei calabresi. Sul piano sindacale, all’indomani del mancato incontro fra i vertici dell’Azienda ospedaliera e la delegazione trattante, la sigla Uil ha diffuso una nota in cui ha ‘bacchettato’ la dirigenza cosentina. “Ci si sarebbe  aspettati una  maggiore attenzione da parte di una amministrazione che, invece, evidenzia lacune spaventose in materia di gestione aziendale, visto la crisi, che investe il Pronto soccorso (dell’Annunziata, nda) e la organizzazione generale del lavoro in una Azienda, fa sempre più fatica a dare risposte ai cittadini della provincia di Cosenza. La UIL Fpl – si legge nel documento – non può far finta di non capire quali sono le vere intenzioni di una amministrazione che continua ad operare in una logica votata ai tagli d’importanti servizi e sul personale per poi elargire prebende che gravano sulle spalle della comunità . Ormai, secondo anche le notizie che circolano da più tempo, la sanità  cosentina e l’Azienda ospedaliera, pare sia votata ad una logica di asseverazione di tipo feudale a tutto vantaggio di altre realtà  locali”. “Alla luce di questo increscioso episodio – proseguono i dirigenti della Uil Fpl – non possiamo esimerci di stigmatizzare il comportamento dei rappresentanti dell’Azienda ospedaliera di Cosenza che, oltre a non aver onorato l’impegno assunto con le parti sociali, formalmente convocate, hanno, nel concreto, derubricato in secondo piano l’importanza delle materie da trattare nonostante le stesse riguardassero diversi lavoratori, i servizi da loro espletati e, non ultimo, le popolazioni interessate che assistono, loro malgrado, ad un’arrogante e sprezzante iniziativa che non risponde a nessuna logica se non quella di penalizzare fortemente il territorio in nome di una pseudo razionalizzazione che, se da una parte, pretende di ottimizzare le risorse ed i servizi, dall’altra, invece sembra pronta ad “erogare, istituire”  rispondendo, per questo, a logiche che non hanno nulla di razionale”. Intanto, in un appello rivolto al governatore Scopelliti il dirigente del Pdl roglianese, Ferdinando Falbo (nella foto) ha esposto le ragioni per le quali il presidio ospedaliero ‘S. Barbara’ non andrebbe riconvertito ma valorizzato nell’interesse dell’Azienda e dell’intera utenza cosentina. “Oggi – scrive Falbo – la situazione dell’Annunziata e del Mariano Santo è estremamente grave, le due strutture sono al collasso e la riconversione del S. Barbara farebbe di sicuro degenerare le cose in maniera disastrosa. Non riesco neppure a immaginare cosa potrebbe succedere se un prsidio come l’Annunziata fosse gravato di una nuova utenza di 30.000 persone provenienti dal Savuto”. Per l’ex consigliere comunale “la ragionevolezza consiglierebbe, in questa fase di assoluta emergenza, di disporre un utilizzo più razionale delle risorse aziendali partendo proprio dalla valorizzazione di un stabilimento complementare come il S. Barbara, che si rivelerebbe utilissimo per decongestionare soprattutto l’Annunziata. Ridimensionare una risorsa aziendale, l’unica struttura che in questo momento ha delle potenzialità  è una scelta – aggiunge Falbo – che non riesco a comprendere perché non mi sembra logica”. L’esponente del Pdl ha invitato quindi il presidente a rivedere la sua posizione “marcando, anche in questa occasione, una profonda cesura rispetto a gestioni precedenti rivelatesi fallimentari in quanto, piuttosto che a costruire un sistema sanitario in grado di offrire migliori e più efficienti prestazioni evitando al contempo sprechi di risorse economiche, hanno preferito tutelare altri torbidi interessi, altri affari rispetto ai alla realizzazione dei quali, evidentemente, la riqualificazione e il potenziamento del S. Barbara sarebbe stato un ostacolo insormontabile”. “La nuova stagione della Calabria, che da te non può prescindere, se non vuole essere solo uno slogan deve dare il segno reale del cambiamento ponendo in essere azioni in grado di scardinare meccanismi perversi consolidati. L’ospedale di Rogliano – conclude Falbo – non può pagare il prezzo di non avere santi in paradiso, perché non è mai stato né il terreno di conquista della politica, né uno strumento nelle mani della ‘ndrangheta”.  

Gaspare Stumpo

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