Don Enzo Gabrieli*: “salviamo i piccoli ospedali”

"NON può, non deve vincere la logica aziendale rispetto ad un bene primario quale può essere quello della Sanità . C’è un buco enorme, c’è un piano di rientro, ci sono condizioni dettate dai governi … c’è, c’è stato … ed ora? La Sanità  è al bivio, come la politica è al bivio. Non possiamo farci mettere alla sbarra dall’emergenza economica. Bisogna valutare, senza impuntarsi né dalla base né dai vertici delle aziende, della Regione. Con molto rispetto vorremmo chiedere, a chi di competenza, di ripensarci. Non cancelliamo con un colpo di spugna le conquiste sociali perché deve vincere una logica economica, perché devono quadrare i conti. I piccoli ospedali, quelli del mare come quelli della montagna sono un “bene” per una comunità  locale. Sono un bene per tutta la società , sono una valvola di sfogo per una sanità  davvero ammalata. Basta andare ai pronto soccorso di mezza Calabria  e ci si rende conto di come il sistema non funziona più, rischia di impazzire. Basta andare al pronto soccorso di Cosenza e se ti va bene rientri dopo quattro cinque ore, rimandato indietro con un cerotto. I piccoli ospedali vanno ripensati secondo la logica territoriale, secondo la logica dell’emergenza non della specializzazione. E’ chiaro che a un reparto specializzato non ha senso a Rogliano piuttosto che ad Acri o a San Giovanni in Fiore, giusto per fare qualche esempio. Un reparto di alta specializzazione si appoggia su altri servizi e gli eventuali trasferimenti sono costi salati per la Società . Bisognerebbe centralizzare la specializzazione, decentrare la prima accoglienza, il primo soccorso, l’individualizzazione delle patologie e l’eventuale lungodegenza. A restare penalizzati saranno se no le fasce più deboli della popolazione, quelli che non hanno santi in Paradiso quando arrivano al pronto soccorso, quando arrivano in Città , dove la Sanità  non può essere a misura d’uomo, dove l’ospedale è tanto grande. Chiederei ai tanti manager e ai tanti politici di farsi una mattinata in ospedale a Cosenza, dove tanti sono spaesati, non sanno né a chi chiedere né cosa chiedere. Gli chiederei di passare dal pronto soccorso, dove ti manca la carrozzina per essere spostato in un reparto. Di andare al mattino anche nei piccoli presidi, senza troppa enfasi. Si renderanno conto dove funziona meglio la Sanità  non in termini di numeri, di prestazioni, di degenze. Dove la sanità  funziona meglio come servizio ed accoglienza alla persona. Mi sa però che poi chiuderebbero interi reparti al centro delle grandi città . Viene prima l’uomo o l’economia dei numeri?".

* Sacerdote, giornalista, scrittore 

– Nel riquadro, all’interno della foto, in alto: don Enzo Gabrieli.

– Fonte: Parola di Vita, ed 30 giugno 2011.

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