Anche il CNR di Piano Lago rischia il trasferimento

NON PIU’ ipotesi ma certezze. Il Centro Nazionale Ricerche di Piano Lago potrebbe essere trasferito presso l’Università  Magna Grecia, in un sito di nuova realizzazione sulla base di un provvedimento della Regione Calabria che destina 299.824.005 euro a servizi per la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica nelle aree di Cosenza-Rende e Catanzaro-Germaneto. Così, dopo la riconversione del S. Barbara, un altro importante presidio rischia lo spostamento in una zona diversa dal Savuto. Secondo fonti sindacali il progetto porterebbe alla dislocazione di strumentazione, servizi e sede dell’Istituto a Catanzaro, mentre i ricercatori resterebbero a Cosenza. Lo stesso sindaco di Mangone, Raffaele Pirillo, assieme ad altri amministratori locali, in diverse occasioni aveva denunciato la dismissione o la delocalizzazione di realtà  consolidate a danno del territorio e appannaggio di altri. Tra queste, appunto, l’Istituto di Scienze Neurologiche del Cnr che fornisce annualmente 8000 prestazioni altamente specialistiche di diagnostica nella genetica molecolare, biochimica e per immagini (risonanza magnetica nucleare), con servizi rivolti a pazienti provenienti da tutta la Calabria affetti da malattie del sistema nervoso (sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, alzheimer), malattie cerebrovascolari e neuropatie periferiche su base genetica. Una “struttura virtuosa” valutata da 150 scienziati tra le prime a livello nazionale, soprattutto nel settore della medicina, che costituisce, ad oggi, un centro di eccellenza per professionalità  e prestazioni erogate anche in supporto (o addirittura in sostituzione) all’ospedalità  pubblica o privata. La vicenda è stata oggetto di una conferenza congiunta promossa dal gruppo consiliare regionale di Italia dei Valori e dalla sigla sindacale Usi/Rdb Ricerca, presso la sala riunioni del Cnr di Piano Lago. L’iniziativa è stata preceduta, in settimana, da una interrogazione dell’eurodeputato Niccolò Rinaldi. “Il problema – ha spiegato Mimmo Talarico – va inquadrato e risolto in un contesto regionale, con una strategia che tenga conto soprattutto dell’aspetto medico-scientifico”. L’esponente di Idv ha posto l’accento quindi sulle conseguenze derivanti da politiche tese a sottrarre risorse ai territori, con conseguenze nefaste in termini di spopolamento, condizioni di vita e qualificazione professionale. Una situazione che rispecchia il Savuto non solo nel settore della sanità  ma anche in quello dell’industria, dei trasporti e delle infrastrutture. “Scopelliti – ha detto Talarico – deve praticare una idea di sviluppo generale della Calabria. Non ci possono essere territori privilegiati e territori che non vengono tenuti in considerazione per una logica provincialistica o elettoralistica”. A quello del consigliere regionale sono seguiti gli interventi di Ivan Duca e Adriana Spera (Usi/Rdb Ricerca). Entrambi hanno riferito della necessità  di investire risorse per fare ricerca e creare occupazione attraverso un progetto che giustifichi l’utilizzo dei fondi europei ed eviti sperpero di denaro pubblico e cementificazione. Introdotta da Rocco Tritto, la conferenza di Piano Lago ha segnato la presenza dei sindaci di Aiello, Belsito, Mangone, Rogliano e S. Stefano di Rogliano. Presenti, tra gli altri, il presidente dell’ordine provinciale dei medici, Eugenio Corcioni, i consiglieri regionali Emilio De Masi, Giuseppe Giordano e Salvatore Magarò, il presidente dell’Amministrazione provinciale di Cosenza, Mario Oliverio. “Purtroppo – ha affermato quest’ultimo – siamo in presenza di un Governo calabrese assolutamente sordo alle sollecitazioni di confronto politico e istituzionale”. La questione sarà  oggetto di interrogazione in Consiglio regionale.

Gaspare Stumpo

 

Nella foto: un momento della conferenza di ieri al Cnr di Piano Lago.

Fonte: Il Quotidiano della Calabria.

Brevi dichiarazioni di IdV e Usi Rdb Ricerca

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