Il parlamentare Laratta in visita al C.a.r.a. di Rogliano

ABDUL è già  la mascotte. E’ tra i più piccoli di sette figli dell’unica famiglia sistemata presso il Centro accoglienza di contrada ‘Manche’. Man è un giovane della Guinea che si aggira con quaderno e penna per appuntarvi nomi e situazioni. E’ sorridente e cordiale. E’ il simbolo di un gruppo che ha voglia di proiettarsi verso il futuro e lasciarsi alle spalle chissà  quali sventure. Il C.a.r.a. è in fase di star-up, termine improprio ma utile a far capire l’enorme mole di lavoro che in questi primi giorni coinvolge medici, assistenti sociali, psicologi, educatori ma soprattutto personale tecnico e addetto al vettovagliamento. Un percorso organizzativo che avviene di pari passo con la prima fase di screening, sostegno e orientamento dei profughi. Tutti di colore, età  media 25 anni, provenienti in larga parte da Mali, Nigeria e Nuova Guinea. Parlano inglese, francese o arabo, alcuni hanno studiato, tanti manifestano disponibilità  e capacità  d’apprendimento. Il loro obiettivo è integrarsi e calarsi nella realtà  italiana. Presso la struttura roglianese ieri è giunto il parlamentare Franco Laratta (nella foto) che assieme al sindaco Giuseppe Gallo e ad altri amministratori locali ha avuto modo di incontrare il presidente della cooperativa ‘Le rosole’ – Daniela Ferrari e, grazie alla disponibilità  di Santo Custodero, di effettuare un tour nell’ex albergo per conoscere l’ambiente e interagire con ospiti ed operatori. “Si tratta – ha detto il deputato – di un centro ben attrezzato per chi deve sostare solo per qualche mese ed essere preparato alla conoscenza della nostra cultura e delle nostre leggi. Per completare il programma di accoglienza e trovare una situazione stabile all’interno di una rete di piccoli centri gestiti dai comuni”. Laratta, che tornerà  a Rogliano nei prossimi giorni, ha chiesto ai migranti di scrivere le loro vicende e aspirazioni per la stesura di un dossier da presentare alla Camera e nelle commissioni parlamentari che si occupano del fenomeno. “Questi giovani – ha spiegato il sindaco Gallo – non sono numeri ma persone con nomi e cognomi, con le loro storie drammatiche fatte di persecuzioni e barbarie. Accoglienza e diritto sono la forma più efficace di sicurezza che non può nascere dalla discriminazione ma sempre dall’integrazione. Sono sicuro che Rogliano risponderà  a questa emergenza umanitaria con un grande slancio di solidarietà  che ha sempre caratterizzato la nostra gente”. “La rete delle associazioni e del volontariato – ha fatto sapere il primo cittadino – ha avrà  un compito fondamentale che è quello di far sentire la nostra vicinanza e di promuovere occasioni di socializzazione e integrazione. Abbiamo tutti un dovere morale e civile che è quello di non tirarci indietro ma di affermare i principi della solidarietà  e della tolleranza”.


Gaspare Stumpo

Fonte della Notozia: Il Quotidiano della Calabria.

 

La dichiarazione dell’on. LARATTA

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