Sit in pacifico organizzato dalle associazioni

SI SONO ESPRESSI nelle diverse lingue, hanno cantato e ballato, hanno gridato “freedom, libertè” per far capire che i loro diritti sono i diritti di tutti. Che il sogno di un futuro migliore è possibile lontano da guerre, persecuzioni e carestie. I quasi centosessanta ospiti del Centro di accoglienza richiedenti asilo di località  ‘Manche’ sono stati parte attiva, ieri mattina, del sit-it pacifico organizzato dalla Rete Antirazzista Calabrese contro la legge Bossi-Fini, per il superamento dei C.a.r.a. e la predisposizione di programmi di accoglienza diffusa sull’esempio di comuni virtuosi come Acquaformosa, Riace e Badolato. “Chiediamo opportunità  di vita dignitosa, libertà  di movimento e diritti di cittadinanza senza differenziazioni”. Ai giovani della Rete Antirazzista si sono aggiunti i segretari provinciale, Nicola Corvino, e cittadino, Aldo Gabriele, di Rifondazione Comunista, gli esponenti della Cgil, Delio Di Blasi e Giuseppe Tiano, i sindaci di Rogliano, Giuseppe Gallo, e di Acquaformosa, Giovanni Manoccio. “E’ bello – ha affermato quest’ultimo – vedere bambini di pelle diversa che stanno insieme nella piazza e nelle scuole di Acquaformosa.  E’ questo il migliore modello di integrazione. Un modello che non isola le persone ma le rende autonome in contesti tranquilli e dignitosi”. Manoccio ha fatto riferimento allo Sprar gestito dal Ministero dell’Interno. Un sistema “umanizzante” che offre la possibilità  alle associazioni di supportare progetti articolati in più fasi che prevedono assistenza sanitaria e legale, mediazione linguistica e soprattutto integrazione. Un modello di protezione alternativo apprezzato e sostenuto anche dalla Cgil “che può rispondere – ha detto Di Blasi – al bisogno di libertà  e riscatto di persone che fuggono da prove durissime”. Istituito nell’agosto scorso presso l’ex hotel-ristorante ‘La Calavrisella’ – gestito dalla cooperativa reggina ‘Le rasole’ – il C.a.r.a. di Rogliano ospita, attualmente, rifugiati di differente cultura e religione. Tra di loro anche due giovani donne incinte per le quali è stato chiesto la sistemazione in altra struttura. E, fino a qualche settimana addietro, una coppia con otto figli che ha ottenuto il trasferimento a Riace. Gli organizzatori della manifestazione hanno contestato la scelta dei centri di accoglienza come soluzione emergenziale. “La provincia di Cosenza vede fiorire C.a.r.a. su tutto il territorio nell’assordante silenzio della politica. Siamo contro un tipo di accoglienza che riteniamo non giusto. La Calabria – ha spiegato Italo Esposito – offre esempi positivi con i programmi messi a punto ad Acquaformosa, Badolato e Riace, comunità  all’interno delle quali i migranti vivono a stretto contatto con le persone contribuendo al ripopolamento dei centri storici”. Alla iniziativa, che non ha prodotto incidenti, sono stati presenti i Carabinieri di Rogliano.


Gaspare Stumpo

Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria.

 Guarda il video
 
[embedyt]http://www.youtube.com/watch?v=ian2R04Id48[/embedyt]

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com