Come salvare il castagno dal cinipide galligeno

UN INSETTO di origine cinese, nel nostro Paese da almeno dieci anni, è uno dei maggiori responsabili del mancato sviluppo o del deperimento, a volte anche grave, dell’albero di castagno presente nella quasi totalità  delle regioni italiane. Si chiama Cinipide galligeno ed è un parassita femmina partenocarpia (genera senza l’intervento del maschio) che depone le uova nelle gemme infestando la pianta riducendone o, addirittura, abbattendone la produzione. Come difendersi? Se ne è discusso nel corso di un seminario promosso da Coldiretti Calabria al quale hanno partecipato e sono intervenuti Francesco Cosentini, Pietro Tarasi (Coldiretti), Maria Clorinda Gualtieri (amministratore d’azienda), Antonio Scalise, Marisa Perrone (Arssa), Bruno Paparatti (Università  della Tuscia) e Carmela Barbalace (Regione Calabria). Presenti, tra gli altri, il responsabile di Coldiretti Rogliano, Mario Ambrogio e i delegati comunali Carlo Gallo e Antonietta Russo. L’iniziativa, alla quale hanno preso parte amministratori locali, produttori e divulgatori agricoli, si è conclusa con un intervento del presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Molinari. Nel corso del dibattito si è parlato pure di rilancio della castanicoltura, prospettive legate alla produzione del castagno da legno e da frutto, tecniche di potatura e sistemazione del castagneto,  lotta biologica attraverso l’introduzione del Torynus (imenottero antagonista del cinipide galligeno) e di nuove frontiere della ricerca con l’implementazione di bio fabbriche territoriali.

G. St.

Fonte della Notizia: Il Quotiano della Calabria.

Ascolta la dichiarazione del professor Bruno PAPARATTI

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