Rogliano, nuovo furto nella Casa Comunale

COSA SI CELA dietro al furto di computer che nella notte fra martedì e mercoledì (nei giorni scorsi, nda) ha interessato il municipio di Rogliano? Un’azione mirata all’appropriazione indebita di materiale informatico del valore di poche centinaia di euro o, addirittura, allo sfregio nei confronti della struttura? Interrogativi ai quali cercheranno di dare risposta gli inquirenti che nella mattinata di ieri hanno verificato sul posto le conseguenze del raid avvenuto all’interno del Palazzo di Città . Che con molta probabilità  ha visto i ladri attendere la conclusione del turno di lavoro pomeridiano, nascondersi nello stabile ed agire nottetempo. Dai primi accertamenti non sono emersi infatti segni di effrazione tranne che sulla porta esterna secondaria, al secondo piano del Municipio, il cui sistema di chiusura è risultato divelto con forza dall’interno. Gli oggetti sono stati prelevati con cura e senza scompiglio in quattro delle cinque stanze del settore lavori pubblici-urbanistica, compresa quella dell’assessore competente. Bottino: quattro pc (monitor + unità  centrale) per un danno esiguo dal punto di vista economico ma molto significativo, invece, dal punto di vista tecnico per la presenza di software legati alla gestione della cartografia territoriale. Un aspetto, quest’ultimo, sottolineato da sindaco Giuseppe Gallo, che ha parlato di “gesto maldestro che pregiudica principalmente l’attività  d’ufficio”. Il furto (nella foto, una stanza ‘visitata’ dai ladri) è stato scoperto dal personale della Polizia Municipale intorno alle 7 di ieri mattina. Dopo aver notato lo scasso sul portone laterale i vigili urbani hanno monitorato l’area interna dell’edificio e scoperto l’accaduto. Il fatto è stato denunciato ai Carabinieri di Rogliano. Coordinati dal maresciallo Adriano Lorelli, i militari dell’Arma della stazione cittadina hanno provveduto ad effettuare i rilievi scientifici. Non è la prima volta che ignoti s’introducono nei locali della Casa Comunale con l’intenzione di rubare. Era successo nel dicembre 2004 e nel febbraio 2006. Nel primo caso erano stati sottratti alcuni computer e un server per archivio dati, nel secondo un pc e un vecchio monitor. Qualche anno prima, ricordiamo, dall’ufficio Anagrafe erano state rubate diverse carte d’identità . Un colpo che fece scalpore per la tecnica utilizzata, operato da professionisti coinvolti nella contraffazione di documenti. L’episodio di ieri si somma alla serie di vandalismi perpetrati a danno del patrimonio pubblico i cui effetti, oltre a deturpare luoghi e monumenti, rischiano di gravare sulle già  esigue casse comunali con conseguenze anche per le tasche dei contribuenti.

Gaspare Stumpo

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