Migranti, la vicenda di Mouhamed e Ahmokugo

QUASI centocinquanta migranti alla ricerca di un futuro migliore, lontano da guerre, persecuzioni e carestie. Nel centro di accoglienza roglianese tutti hanno ricevuto il permesso di soggiorno temporaneo. Si tratta della prima di una lunga tappa di avvicinamento allo status di rifugiati al quale aspirano e per il quale stanno frequentando corsi di apprendimento linguistici con lezioni rivolte anche alla cura delle attitudini professionali. Tra di loro c’è chi coltiva interessi artistici chi, invece, pratica sport. Alcuni, per esempio, si sono aggregati alla squadra di calcio del posto che milita nel campionato calabrese di seconda categoria, ma solo per allenarsi. Tra questi c’è Mouhamed Adam, ghanese, un atleta dalla buona tecnica individuale, meglio conosciuto da queste parti col nome di ‘Gullit’ – per via dell’acconciatura. Un giovane che sin dal suo arrivo si segnala per la capacità  di rapportarsi sia dentro che fuori dal Cara. Si dà  molto da fare e non è difficile  incontrarlo per strada o presso l’impianto di Santo Stefano. Venti giorni fa partecipa alla iniziativa su sport e integrazione promossa dalla Fipav e riceve personalmente il materiale messo a disposizione dalla dirigenza provinciale. Mouhamed Adam, assieme al connazionale Ahmokugo Kujo, oggi si trova in carcere con l’accusa pesante di aver preso parte ad una sorta di rito tribale costato la vita, nell’agosto scorso, a decine di africani, soprattutto magrebini, ammassati su di un barcone in avaria. Una notizia che fa il giro del mondo. Il gruppo viene individuato e salvato dalla Capitaneria di Porto a largo delle coste di Lampedusa. Qualche giorno più tardi una buona parte di esso (102 persone) arriva nel Centro di accoglienza di Rogliano. Sono immigrati di diversa etnia e religione provenienti soprattutto da Mali, Niger, Ghana, Guinea, Liberia, Senegal, Nigeria, Libia, Etiopia, Somalia. Un evento senza precedenti per il territorio, messo a punto sulla base di un piano di emergenza coordinato dalla Protezione Civile, che a distanza di un quadrimestre, grazie alla rete di solidarietà  venutasi a creare tra istituzioni locali, associazionismo e parrocchie, comincia ad ottenere risultati importanti. Il primo è rappresentato dalla fiducia della popolazione. “Tra gli immigrati tutti hanno già  ricevuto il permesso di soggiorno temporaneo, tutti – fa sapere Santo Custodero – hanno effettuato controlli medici”. Il responsabile di ‘Le rasole’ parla molto con gli ospiti. Soprattutto in queste ore. Spiega e rassicura. “La nostra cooperativa è vicina ai migranti, ne rispetta le culture e le religioni, ma non può esimersi dal ricordare che in Italia e in Europa esistono leggi che meritano fiducia e rispetto”. “Del resto – afferma ancora Custodero – qui dentro il comportamento è stato esemplare sin dall’inizio”. L’arresto di Adam e Kujo intristisce ma non muta il clima all’interno della struttura. Il lavoro continua e l’atteggiamento è composto. I migranti non parlano della vicenda, desiderano lasciarsi il passato alle spalle e, principalmente, quel maledetto quattro agosto nel Canale di Sicilia. A distanza di tempo anche il rapporto con operatori, mediatori culturali e volontari appare più fiducioso e spontaneo. “Questa esperienza mi ha segnato profondamente” – spiega il professor Ciro Servillo. Parole che testimoniano l’efficacia delle sinergie messe in campo a Rogliano per una accoglienza di qualità  mirata alla promozione dell’uomo. Un impegno silenzioso che in questi mesi è stato capace di arginare gli allarmismi, facendo sintesi tra progetto umanitario e garanzia di sicurezza per i cittadini. Gli interrogatori. Sono stati sottoposti all’interrogatorio di garanzia i due ghanesi arrestati per i sacrifici umani sul barcone partito dalla Libia. Mouhamed Adam, difeso dall’avvocato Amalia Falcone, non ha risposto alle domande del gip Branda ma ha reso una dichiarazione spontanea. Adam ha riferito che nella traversata è morto anche il suo fratello di sangue. Il connazionale Ahmokugo Kujo, difeso dall’avvocato Adriano D’Amico, ha invece risposto negando ogni addebito. Non solo. Ha detto anche di non avere visto nulla. Il legale ha chiesto una misura meno afflittiva.

Gaspare Stumpo

Nella foto: migranti in giro per Rogliano (Cs).

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