´Dismettere l’acquedotto inutile”

“DISMETTERE quest’opera inutile”. E’ quanto ha chiesto il sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo, in merito alla infrastruttura che dal territorio di Parenti, attraverso il versante destro del fiume Savuto, trasporta acqua nel comune di Mangone. Chilometri e chilometri di tubazione sistemata sul fianco della montagna, in zone anche ‘fragili’ dal punto di vista idrogeologico – che doveva servire un polo vetraio (rimasto irrealizzato) nell’area industriale di Piano Lago. Miliardi di vecchie lire per un’opera discutibile se è vero, come ha spiegato l’architetto Rodolfo Aiello, che “bastava fare un pozzo artesiano” e, con una spesa nettamente inferiore, prelevare l’acqua sul posto. All’epoca, però, il sogno dell’industria del vetro e la prospettiva di centinaia di posti di lavoro avevano messo in secondo piano il confronto, soprattutto tecnico, sull’opportunità  o meno di realizzare un impianto idraulico di così grande portata. Solo un gruppo di ambientalisti e pochi attivisti politici si erano fatti sentire, ma invano contro la sua costruzione. Un progetto dunque inutile perché il polo vetraio non venne mai concretizzato e l’infrastruttura riconvertita e utilizzata come acquedotto a servizio della città  di Cosenza. Acquedotto attualmente fermo, come testimonia l’assenza di acqua nelle vasche di potabilizzazione. Una situazione dovuta, forse, a problemi lungo la conduttura. Negli anni scorsi, ricordiamo, fenomeni meteo-climatici di carattere eccezionale avevano creato seri disagi nelle aree rurali e fluviali. Tra queste, appunto, la rottura del tubo in località  ‘Sperti’ del comune di Rogliano, con danni evidenti nella campagna circostante. “Il nostro territorio è oggetto di dissesti continui. Chiedo che questa opera venga immediatamente dismessa anche perché – ha spiegato il sindaco Gallo – esiste una proposta di legge regionale per l’istituzione del parco fluviale del Savuto. E francamente un parco naturale risulta incompatibile con una opera di questo genere”. Il caso è al centro della cronaca nazionale con polemiche che riaffiorano a distanza di oltre vent’anni.“Se avessimo avuto a disposizione i fondi per la realizzazione dell’acquedotto – ha affermato il primo cittadino – li avremmo utilizzati a supporto di opere produttive. In particolare per il potenziamento della centralina idroelettrica la cui attività  consente una importante entrata economica per le casse del nostro Comune”. 

Gaspare Stumpo

Nella foto: la conduttura nei pressi del fiume Savuto.

 

 

 

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