De Rose: ´non possiamo garantire la vigilanza”

IL PRESIDENTE della Comunità  montana del Savuto, Giovanni De Rose (nella foto) ha confermato la chiusura al transito della superstrada a scorrimento veloce Piano Lago – Medio Savuto e, del breve tratto fino al depuratore consortile, l’utilizzo per soli scopi tecnici legati alle verifiche periodiche dell’impianto. “Non è colpa nostra – ha spiegato il presidente – se qualcuno continua ad aprire il cancello e ad oltrepassare lo sbarramento. Il nostro ente non possiede né uomini né risorse economiche per far fronte all’inconveniente”. De Rose ha ricordato le cinque lettere inviate alla Regione Calabria – “rimaste ancora senza risposta” – con le quali è stata sollecitata l’attenzione sull’infrastruttura, in particolare per sapere cosa la stessa Regione Calabria intende fare di questa opera rimasta incompiuta: sostenerne il completamento, la messa in sicurezza del primo lotto, oppure l’ottimizzazione del tracciato non soggetto a frana con collegamento alla viabilità  interna. Giovanni De Rose ha ricordato anche la nota con la quale la Cms ha espresso la volontà  di consegnare la strada per mancanza di fondi per la sua gestione e manutenzione. “Sappiamo tutti che la Piano Lago – Medio Savuto rappresenta una infrastruttura strategica per il nostro territorio e per le aree urbane di Cosenza e Catanzaro. Tuttavia – ha poi aggiunto – la Regione non ha fornito nessuna risposta alle nostre cinque missive. Nemmeno dopo la stesura del verbale di chiusura avvenuto alla presenza dei Carabinieri ed al telegramma spedito all’indomani della prima apertura abusiva della transenna ad opera di ignoti, per la quale abbiamo inoltrato regolare denuncia”. Insomma, la Comunità  montana del Savuto (delegata per la realizzazione dell’arteria stradale) non sa più a quale istituzione rivolgersi per rappresentare (e risolvere) una problematica che già  da tempo risulta complessa sia dal punto di vista amministrativo (l’ente non ha competenze in materia di strade), sia dal punto di vista infrastrutturale (il primo lotto è stato completato ma il tracciato presenta criticità  legate alla tenuta di un versante collinare in territorio di Marzi). E per riprendere il progetto iniziale che prevedeva, ricordiamo, il proseguo sino Colosimi, al confine con l’area del Reventino, quindi il collegamento con la ‘gemella’ Coraci-Marcellinara. Di quella pianificazione non resta altro, purtroppo, che un ‘nastro’ di pochi chilometri di asfalto e cemento armato costato circa 20 milioni di euro. Una strada, insomma, che oggi appare senza futuro.

G. St.

 

 

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