Da novembre 2011 senza un euro in tasca

STIPENDI in ritardo ed una situazione tanto incerta quanto lunga, delicata e snervante. E’ uno dei contesti più difficili vissuti in questi ultimi anni in Calabria, una vertenza che non riesce a trovare soluzione anche perché, già  da tempo, il Governo ha deciso di delegare le regioni disimpegnando lo Stato dal sostegno economico. Così, dal 2010 ad oggi il personale delle comunità  montane percepisce gli stipendi con ritardi inammissibili. Per esempio, le ultime somme accreditate dalla Regione Calabria hanno consentito il pagamento degli emolumenti fino al luglio 2011. I dipendenti della Comunità  montana del Savuto hanno ottenuto il pagamento dell’ultima retribuzione nel novembre 2011 grazie alla sensibilità  degli amministratori dell’Ente che, nei limiti delle disponibilità  finanziarie, hanno autorizzato l’anticipazione di cassa. Adesso, però, la situazione è diventata difficile e molte famiglie rischiano di indebitarsi e di imboccare un tunnel senza ritorno. Nella stessa condizione ci sono i precari Lpu, che non ricevono il sussidio dal novembre 2011. In una nota delle scorse ore la comunità  montana roglianese ha condannato “senza appello” le scelte governative regionali. “Al momento infatti non vi ci sono certezze sui tempi dei trasferimenti erariali che – si legge nel documento – possano consentire alle comunità  montane di poter erogare gli stipendi ai propri dipendenti”. Ieri le rsu aziendali hanno fatto sapere che “si è ancora in attesa di un incontro congiunto tra le forze sindacali confederali, l’Uncem Calabria, e gli amministratori tutti delle comunità  montane, allo scopo di poter aprire un tavolo permanente di trattativa con la Regione Calabria per decidere il destino di questi enti”.

Gaspare Stumpo

 

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