Lotta alla Processionaria, adesso c’è l’ordinanza

SAREBBERO almeno trenta, sul territorio, i siti caratterizzati dalla presenza di Processionaria. Ovvero, alberi infestati dalla Thaumatopoea pityocampa, un parassita distruttivo della famiglia dei Notodontidi, le cui larve sono contenute all’interno di grossi bozzoli cotonosi di colore bianco grigiastro situati su rami e foglie che utilizzano per nutrirsi. Capaci di favorire lo sviluppo degli ‘ospiti’ anche a temperature di -10° i nidi sericei accolgono centinaia di larve che al termine del periodo invernale s’interrano per trasformarsi in crisalidi e poi in falene. Il pericolo è rappresentato dalla graduale distruzione della pianta e, per gli uomini e gli animali, dal contatto con i peli urticanti presenti sul corpo del bruco, che può causare reazioni epidermiche ed allergiche serie. Un decreto del ministro delle Politiche agricole oggi dispone la lotta obbligatoria al lepidottero sia per quanto riguarda la tutela ambientale che la salute dei cittadini. Il sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo, nelle scorse ha disposto la verifica nelle aree verdi, ordinando a tutti i proprietari e agli amministratori di condominio di intervenire al fine di accertare l’eventuale presenza di bozzoli e di provvedere alla rimozione e alla distruzione degli stessi, quindi all’attivazione della profilassi. Gallo ha imposto il divieto di depositare rami con nidi di processionaria nelle varie frazioni di rifiuti raccolti con i sistemi ‘porta a porta’ – nei bidoni e nei cassonetti della nettezza urbana. Il fenomeno, più volte segnalato sulle pagine di questo giornale, interessa principalmente le aree di campagna, con casi riscontrati anche a margine del centro abitato. In natura esistono circa quaranta specie di processionaria. Le piante più colpite sono il pino nero, il pino silvestre, il pino strobo, il cedro, il larice e pure la quercia. Tutte specie vegetali presenti nell’area del Savuto, che risultano ad alto rischio di contagio e progressivo depauperamento. E opportuno, per questo, individuare i focolai d’infestazione e intervenire prima dell’abbandono del nido che avviene in condizioni di maggiore tepore ambientale.

Gaspare Stumpo


Nella foto: un albero totalmente infestato dalla processionaria individuato sul territorio di Rogliano.

 

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