Piano Lago – Medio Savuto: nuovo appello di De Rose

“Sulla Piano Lago-Medio Savuto c’è un ingiustificato e immotivato silenzio da parte della Regione”. E’ quanto ha scritto il presidente della Comunità  montana, Giovanni De Rose (nella foto) in una nuova lettera inviata al governatore Giuseppe Scopelliti e a diversi consiglieri regionali. Il presidente ha espresso ancora una volta preoccupazione per lo stato dell’arteria stradale, soprattutto per i numerosi solleciti rimasti senza risposta rispetto alla necessità  di ripresa del progetto e alla messa in sicurezza dell’esistente. La Comunità  montana del Savuto, ricordiamo, nei mesi scorsi ha comunicato il passaggio delle competenze ad altro ente per quanto concerne il controllo e la manutenzione dell’opera. E ciò in base alle leggi che regolano la proprietà  delle strade pubbliche e in mancanza di fondi per la gestione. Nei pochi chilometri realizzati da Piano Lago a Carpanzano, infatti, la superstrada a scorrimento veloce è interessata da fenomeni di dissesto idrogeologico che ne hanno compromesso la funzionalità  con situazioni di pericolo che continuano a manifestarsi a monte del torrente Lara, nel comune di Marzi. A tal proposito, l’ente montano ha commissionato uno studio ad una equipe di esperti dell’Unical per valutare lo stato di salute del territorio in cui sorge il tracciato anche in rapporto all’eventuale possibilità  di proseguo del progetto. In linea strategica la Piano Lago-Medio Savuto doveva fungere da trasversale interna e collegare le aree sud di Cosenza e Catanzaro con benefici per le comunità  già  servite dall’ex Ss. 19. Inoltre, l’infrastruttura ‘gemella’ – la ‘Coraci-Marcellinara’ – è stata inserita in un programma di finanziamenti a valere sui Fondi Fass, per consentirne il completamento. Così non è stato per la ‘Piano Lago – Medio Savuto’ – sulla cui sorte, al momento, regna la più totale incertezza. De Rose ha evidenziato, pertanto, le difficoltà  incontrate dalla Cms, acuite da disponibilità  economiche quasi completamente azzerate dalla normativa nazionale e regionale per gestire un’opera “monca” e fonte di pericolo per la pubblica incolumità . “Alla luce di quanto esposto – ha scritto il presidente – chiedo formalmente ai destinatari della presente, ciascuno per le proprie competenze, volersi rendere partecipi nell’individuazione della soluzione alla problematica rappresentata secondo le modalità  dagli stessi ritenute più idonee”. La missiva di De Rose è stata inoltrata pure al presidente dell’Amministrazione provinciale Mario Oliverio, e al prefetto di Cosenza. A quest’ultimo è stata sollecitata l’istituzione di un tavolo di discussione in modo da giungere alla conclusione dell’annosa vicenda.

G. St.

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