Nuova sede per la Banda Musicale del Savuto

IL DISINERESSE mediatico ma anche istituzionale è alla base, soprattutto al Sud, delle difficoltà  incontrate da cori e gruppi folkoristico-musicali nella implementazione di progetti o nella cura di attività  ed eventi. Un gap che sta producendo il lento ma inesorabile declino di uno tra i migliori patrimoni artistico-educativi presenti in Italia. E ciò con ripercussioni nella produzione e nella didattica, amplificate dal periodo di grave crisi economica che sta costringendo molti addetti ai lavori a sacrificarsi o, addirittura, a mettere da parte passione e studio e a reinventarsi il lavoro. Un quadro sconfortante acuito dall’assenza di leggi, quindi di fondi, che non depone positivamente in favore della cultura e delle tradizioni locali. Un contesto che può diventare occasione mancata in modo particolare per la formazione dei giovani. La musica è capace, infatti, di incidere nello sviluppo cognitivo e relazionale delle persone e può rappresentare un patrimonio rilevante nelle sue espressioni tipiche. Ne è convinto il direttore artistico della Banda Musicale ‘Valle del Savuto’ Leopoldo Chieffallo, che durante l’inaugurazione della nuova sede dell’associazione, avvenuta nei giorni scorsi a Piano Lago, ha rivolto un appello agli amministratori della zona affinché sostengano e valorizzino il programma del sodalizio. Il Complesso Bandistico del Savuto, ricordiamo, è stato ricostituito nell’agosto 2011 grazie all’impegno di alcuni appassionati con l’obiettivo di riprendere la tradizione dell’Associazione e di qualificare le attitudini dei suoi iscritti. Il gruppo si compone di venticinque elementi. Alla iniziativa hanno partecipato, oltre allo stesso Chieffallo e al responsabile  Maria Teresa Falbo, il presidente della Comunità  Montana, Giovanni De Rose, i sindaci di Belsito, Mangone e S. Stefano di Rogliano, musicisti e rappresentanti del mondo della cultura. Particolarmente apprezzata, nella circostanza, l’esibizione (nella foto) del duo composto da Lucia Morello (soprano) e Francesco Pignataro (pianoforte) che ha deliziato i presenti con un repertorio classico e accenni importanti alla tradizione napoletana.

Gaspare Stumpo

 

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