Rogliano, rientra la protesta degli immigrati

HANNO CHIESTO di essere trattati con umanità  ricordando che ciascuno di loro è portatore di un dramma e che nessuno, nel gruppo, si trova in Italia per vacanza ma per sfuggire a guerre, fame e persecuzioni. Sette giorni dopo il sit it di protesta scaturito a Rogliano e proseguito a Cosenza, gli ospiti del Centro di accoglienza di località  ‘Manche’ sono scesi di nuovo in strada, questa volta con l’intenzione di abbandonare la struttura. Di buon mattino (lunedì 14 maggio 2012, nda) i profughi hanno lasciato l’ex albergo ‘La Calavrisella’ decisi a raggiungere piazza XI Settembre, quindi la prefettura. A piedi, come avvenuto il lunedì precedente. Obiettivo: protestare pacificamente davanti al Palazzo del Governo per rivendicare alcuni diritti. Quali? L’ottenimento del permesso di soggiorno, maggiore assistenza medica e, nell’immediato, quanto stabilito a loro vantaggio nel capitolato servizi e forniture per la gestione dei centri di accoglienza. “In questa settimana – hanno riferito i manifestanti – non è cambiato niente e per questo non vogliamo ritornare all’interno del Cara”. La presenza di Polizia e Carabinieri li ha però convinti a desistere ed il gruppo ha scelto di dirigersi verso piazza San Domenico (nella foto) nel centro storico di Rogliano, dove ha sede il municipio. Nonostante il freddo e la pioggia gli extracomunitari si sono sistemati ai bordi della strada e nei giardini pubblici, tenacemente convinti della posizione assunta. “Ringraziamo il prefetto per la disponibilità  e la popolazione di Rogliano per l’accoglienza ma – hanno fatto sapere ancora gli immigrati – siamo stanchi di una situazione che dura ormai da nove mesi. Siamo uomini e come tali vogliano essere considerati. Persone responsabili delle proprie azioni, arbitri del proprio destino”. Sul luogo è giunto anche il sindaco Giuseppe Gallo, che si è soffermato a parlare con le forze dell’ordine (presenti il commissario di Polizia, Pietro Gerace e il capitano dei Carabinieri, Mariano Giordano) e con i migranti. Brevi momenti di concitazione nei dintorni della piazza ai quali è seguito un provvidenziale confronto all’interno della sala consiliare tra lo stesso primo cittadino, i responsabili della Rete Antirazzista (che hanno svolto opera di mediazione) e una delegazione di richiedenti asilo (uno per ogni etnia). Gallo ha ribadito l’impegno della sua Amministrazione rispetto alla problematica ed ha evidenziato il clima di solidarietà  che si è creato in questi mesi grazie al sostegno di famiglie ed organizzazioni di volontariato. Poi ha ricordato l’azione di raccordo tra istituzioni e associazioni messa a punto dal Comune di Rogliano per l’attivazione di una rete d’intervento sul territorio. “E’ necessaria – ha detto il sindaco – la collaborazione di tutti. Mai come in questo momento è opportuno ragionare e definire le strategie migliori in rapporto alla problematica”. La discussione è proseguita per diverse ore e senza sosta. Della nuova presa di posizione sono stati informati sia il prefetto, sia i responsabili della protezione civile regionale. I giovani di colore sono rimasti all’esterno sino al tardo pomeriggio, rifocillati su iniziativa del sindaco e di alcuni cittadini. Lo hanno fatto in silenzio e con compostezza, sfidando stanchezza e inclemenza del tempo. Il gruppo è tornato all’interno del Centro dopo aver appreso della convocazione di un incontro a Cosenza alla presenza del prefetto Raffaele Cannizzaro e del sottosegretario regionale con delega alla Protezione Civile, Franco Torchia, aperto alla partecipazione dei sindaci delle comunità  calabresi sede di Cara, dei responsabili della cooperativa ‘Le Rasole’ (che hanno rispedito al mittente le critiche di questi giorni) e di una delegazione di immigrati ed operatori umanitari. “Per quanto ci riguarda – ha concluso il sindaco Gallo – vogliamo che la situazione venga chiarita in maniera definitiva e nell’interesse di tutti. E ciò per una convivenza civile e pacifica in grado di assicurare diritti, pluralità  e meno sofferenze”. La riunione in prefettura, che si è conclusa nella tarda serata di martedì, ha registrato l’impegno del prefetto Raffaele Cannizzaro a farsi da garante affinché i diritti degli immigrati siano rispettati secondo tempi e modalità  concordati nel corso della stessa riunione. In particolare il prefetto, a quanto riferito, si sarebbe pronunciato anche rispetto a quanto contenuto nel capitolato servizi e forniture dei centri d’accoglienza secondo le richieste fatte dai migranti e a tutte le forme di assistenza legali previste dalla legge.

Gaspare Stumpo

 

LA COOPERATIVA sociale ‘Le Rasole’ – che gestisce l’accoglienza degli immigrati presso l’ex hotel ‘La Calavrisella’ in contrada ‘Manche’ di Rogliano – non gradisce accuse velati o palesi riguardo la gestione del centro. Per questo, nei giorni scorsi, la direzione si è fatta promotrice di una richiesta urgente di ulteriori verifiche delle condizioni della struttura e per come vengono trattati. Non hanno gradito i “dubbi” espressi sul trattamento delle persone accolte. Il Centro, infatti, proprio pochi giorni fa era stato sottoposto a controllo – si legge in un comunicato emesso dalla Cooperativa – e la verifica aveva evidenziato che esso aveva tutte le carte in regola per proseguire nels ervizio. “Il Centro è stato sottoposto a controllo e la verifica è stata giudicata ampiamente positiva per gli aspetti strutturali, infrastrutturali e gestionali”. Il direttore Latella ed il legale rappresentante Ferrari, che hanno firmato congiuntamente la nota, lamentano però il fatto che il primo cittadino Gallo (sindaco di Rogliano, ndr) sembrerebbe disinformato sulla vicenda e proprio “nel tepo storico così particolare che sta attraversando il nostro Paese, propone che il sistema pubblico si sostituisca al sano ed efficace privato sociale. Sarà  per un difetto di memoria di fissazione che il Sindaco non ricordi l’ignominiosa crisi che oggi tutta l’Italia sta vivendo proprio per colpa del sistema politico”. Un impegno, ci hanno detto al telefono – “portato avanti con grande spirito di sacrificio” e con la pacatezza e l’attenzione dovuta in questi momenti, Non c’è nelle parole dei responsabili di ‘Le Rasole’ voglia di contrattaccare ma solo il desiderio di informare, di far cogliere che essi si stanno muovendo nell’ambito delle indicazioni che vengono dalla legge e da chi è preposto al controllo del loro operato.

R.C. 

Fonte: Parola di Vita. 

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