Il Savuto si adopera per le popolazioni colpite dal sisma

FRA IL 1880 e il 1915 circa nove milioni di italiani scelsero di emigrare nelle Americhe. La metà  di questi erano originari delle regioni meridionali colpite, all’epoca, dalla crisi nel settore agrario ed artigianale, dal declino industriale, dall’incremento della tassazione e dalla quasi indifferenza del nuovo establishment politico. Difficoltà  notevoli che al Sud incisero sul reddito e più in generale sulle condizioni di vita delle popolazioni. Fame, malattie, mancanza di investimenti, cataclismi e scarse speranze per il futuro furono alla base di una prima, consistente, emigrazione di massa. Nel Savuto, lembo di terra della provincia di Cosenza al confine con il comprensorio Lametino-Catanzarese, l’evento tellurico dell’8 settembre 1905 non risparmiò le comunità  di Aprigliano, Piane Crati,  Figline Vegliaturo, Cellara, Mangone, S. Stefano e Rogliano. Anche in questa zona la gente dovette assistere ad una drammatica fase di crisi che costrinse tante persone ad emigrare o a vivere nell’indigenza più assoluta. Fu grazie alla generosità  dei cittadini emiliani e romagnoli che i terremotati dei Casali Cosentini, oltre alla disponibilità  di moduli abitativi poterono contare sull’invio di ulteriori aiuti e risorse. A distanza di oltre cento anni dall’avvenimento e a pochi giorni dal rinnovo del patto di amicizia tra le comunità  del sud cosentino e quelle emiliano-romagnole (al quale è stato dato ampio spazio sulle pagine di questo giornale), la storia si è incredibilmente ripetuta, questa volta all’incontrario. Centri delle province di Modena e Ferrara come San Felice sul Panaro sono rimasti gravemente colpiti, nelle scorse ore, da diverse, terribili, scosse di terremoto che hanno causato morti, feriti, sfollati e danni enormi al patrimonio artistico. Da subito l’Associazione Calabra Savuto in Volo si è prodigata per sensibilizzare istituzioni locali e cittadini per promuovere un’azione comune a sostegno delle popolazioni. Nel corso di una riunione operativa che si è tenuta a Santo Stefano di Rogliano il presidente del sodalizio, Eugenio Carpino (nella foto), ha manifestato alle prefetture di Modena e Ferrara la disponibilità  del territorio ad operare, con azioni coordinate, in favore dei terremotati. Alla iniziativa hanno aderito i sindaci della vallata. “La nostra associazione – ha fatto sapere il presidente – due settimane fa ha dato spazio al tema della solidarietà  ed oggi non può che impegnarsi concretamente per questi valori”. Pure il responsabile del Comitato imprenditori di Piano Lago, Arturo Crispino, ha espresso dolore per quanto accaduto ed ha annunciato una prima iniziativa delle aziende locali. “Le sofferenze delle popolazioni emiliano-romagnole sono anche le nostre. E’ necessario – ha detto – dare speranza per ricostruire le vite”.

Gaspare Stumpo

Fonte: Parola di Vita.

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