Ferrovie: “riaprire la tratta Rogliano-Colosimi” *

* di Pasquale FABIANO

LE AREE interne della Calabria pare che si  presentino sempre come un peso.  Eppure, in queste aree, soggiornano famiglie di cui gli avi hanno dato il proprio contributo, da sempre, dall’unità  d’Italia – "di cui da poco si sono concluse le celebrazioni" – per finire al primo e secondo conflitto mondiale. Fra queste aree interne il territorio del Savuto ha pagato una grossa cifra, forse con il più alto tasso d‘interesse proponibile per quanto riguarda il fenomeno emigrazione, da quello transoceanica a quello che continua ancora oggi verso il nord’Italia. Un’incessante emorragia di forza lavoro giovanile che piano piano ne sta quasi determinato lo spopolamento. A parer mio necessaria un’inversione di tendenza per ricreare tutte quelle condizioni utili e favorevoli al rilancio di questo territorio e ciò può – sempre a mio modo di pensare – verificarsi in primo luogo ripristinando l’importante servizio di trasporto ferroviario. Infatti restano fortissimi i dubbi e le preoccupazioni per la chiusura della tratta ferroviaria “Ferrovie della Calabria” Rogliano – Colosimi (nella foto la stazione di Rogliano). Voi tutti conoscete bene questa infrastruttura, che definirla bella è poco se si considera “come dovrebbe essere“ il percorso che insegue nel magnifico  scenario naturale, suggestivo e paesaggistico calabrese.  La riapertura della linea è davvero un’importante priorità  che il Savuto si dovrebbe dare per riportare nuova linfa al territorio sia in  termini occupazionali che turistici, e per garantire quella necessaria mobilità  – in termini di trasporto pubblico locale – tanto necessaria alla collettività . Purtroppo a me pare che tale questione stia perdendo lo slancio che avrebbe dovuto motivare e mobilitare il Comprensorio e tutti noi verso istanze legittime. Oltretutto a nulla servirebbe l’uso dell’oratoria futura di pretenderne la riapertura quando ormai è troppo tardi. Così come accaduto per altre linee a scartamento ridotto. Ritengo che sia nostro dovere tutelare questo patrimonio  infrastrutturale. Per ultimo, ma non per importanza, non possiamo  dimenticare che questa strada ferrata, oltre che interessare a buon diritto il territorio del Savuto, collega il territorio della Città  dei  Bruzi con  la provincia catanzarese. 

 

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