Lsu/Lpu, anche il Savuto aderisce alla protesta (video)

LA QUESTIONE del precariato in Calabria è seria e di difficile soluzione anche per la mancanza di provvedimenti legislativi risolutivi. Negli ultimi quindici anni, infatti, la politica regionale non è riuscita ad imprimere una svolta decisiva ad una vicenda che interessa, purtroppo, migliaia di uomini e donne ormai non più giovanissimi. Un problema che è andato via via acuendosi fino al sopraggiungere della crisi economica. Nei giorni scorsi circa duemila persone hanno sfilato per le strade di Catanzaro (nella foto) per rivendicare il “diritto ad un lavoro stabile”. Alla iniziativa promossa da Cgil, Cisl e Uil ha aderito la quasi totalità  degli Lsu/lpu impiegati nei comuni e nelle comunità  montane del Cosentino. Con loro diversi sindaci ed amministratori locali che hanno appoggiato in pieno la vertenza in quanto, ricordiamo, gli stessi lavoratori “sono diventati essenziali” per la sopravvivenza e la gestione dei servizi municipali. In Calabria la questione del precariato, più nello specifico quella relativa al bacino degli Lsu/lpu si trascina da almeno tre lustri. “La situazione è giunta al limite della sopportazione. Sono anni – hanno affermato i manifestanti – che la politica non riesce a garantire soluzioni definitive. In più, non sembrano esserci – almeno per il momento – indicazioni precise su come e quando avviare processi di stabilizzazione da parte dei governi regionale e nazionale. La nostra è diventata pertanto una battaglia di civiltà  e dignità ”. Il corteo ha sfilato per le strade del Capoluogo sino alla prefettura. Una striscia umana lunga e colorata dalla quale si è levato il grido “basta lavorare in nero per lo Stato e gli enti pubblici”. E ciò con chiaro riferimento alla condizione giuridica degli Lsu/lpu. Poco dopo mezzogiorno i delegati sindacali hanno incontrato il prefetto di Catanzaro, Antonio Repucci al quale hanno sottoposto gli aspetti salienti della vertenza. “Abbiamo chiesto al prefetto un incontro con il Governo e segnatamente con i ministeri Bilancio, Funzione Pubblica e Lavoro e lui si è impegnato a cercare di rendere possibile questo incontro. Bisogna dare garanzie di stabilizzazione, recuperare – ha spiegato il segretario regionale (Cgil) di categoria, Antonio Cimino – la copertura previdenziale e dare a questi ragazzi ma anche a tanti cinquantenni un futuro che finora gli è stato rubato”. Dopo la riunione con il prefetto la delegazione si è spostata a Palazzo Alemanni per un faccia faccia con il direttore generale del dipartimento di Presidenza, Francesco Zoccali, che si è concluso con la garanzia delle risorse necessarie a pagare sussidio ed integrazione ai lavoratori fino al dicembre 2012. La manifestazione catanzarese si è svolta pacificamente ma la tensione non è mancata. In un discorso più complessivo sulla questione lavoro, nel corso dell’ultimo Consiglio regionale l’assessore Frascantonio Stillitani ha fatto sapere che per gli Lsu/lpu, oltre al nuovo Disciplinare la Giunta ha approvato due bandi (agosto 2010 – luglio 2011) per la stabilizzazione, con un impegno di spesa di 54 milioni di euro.  “Abbiamo – ha detto – autorizzato i comuni per 1.716 unità  a fronte di 5.200. Le stabilizzazioni che però verranno autorizzate saranno meno di 500 in quanto alcuni Comuni sono impediti a tale intervento per via dei vincoli dettati da leggi nazionali (patto di stabilità  e percentuale di spesa per il personale). L’impressione, a questo punto, è che la situazione debba essere sbrigata e risolta, necessariamente, con il contributo di Governo, Regioni e parti sociali.

Gaspare Stumpo

Fonte: Parola di Vita.

 La manifestazione dell’8 giugno scorso a Catanzaro

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