Trasporto pubblico locale: bene per 7 calabresi su 10

INDAGINE Anav-Demoskpika sulla qualità  del trasporto pubblico locale.

Coinvolto un campione di 1.500 cittadini calabresi.

Il presidente Anav, Dino Romano: «Necessaria un nuovo sistema dei trasporti pubblici».

L’AREA degli “insoddisfatti” totalizza il 28,3% di giudizi negativi. L’auto è il mezzo più utilizzato anche se circa il 20 per cento dei calabresi usa il mezzo pubblico principalmente per il “caro benzina”, per ridurre i tempi di spostamento, per evitare di guidare nel traffico e per la mancanza di parcheggi. La maggior parte dei cittadini si sposta quotidianamente dalla propria abitazione rimanendo quasi esclusivamente all’interno dell’area comunale. Sono i giovani a muoversi principalmente per lavoro e per studio. àˆ quanto emerge da una indagine che ha coinvolto un campione di 1.500 persone realizzata dall’Istituto Demoskopika per conto dell’Anav, l’associazione che raggruppa le aziende private che eserciscono servizi di Trasporto Pubblico Locale. «Ci proponiamo di aprire una nuova e più incisiva fase dialogante con la Regione Calabria – ha dichiarato il presidente dell’Anav, Dino Romano – per ricercare ogni possibile soluzione che vada nella direzione di soddisfare al meglio le molteplici esigenze di mobilità  delle popolazioni calabresi. In questa direzione, il nostro forte senso di responsabilità  e di partecipazione costruttiva ci impone di ridisegnare il sistema della rete dei trasporti nella nostra regione con l’apporto di idee e di proposte di tutti i soggetti pubblici e privati interessati con il prioritario obiettivo – ha concluso Dino Romano – di rendere più competitivo ed efficiente il servizio di trasporto pubblico locale e, soprattutto, più rispondente ai rinnovati fabbisogni ed esigenze dell’utenza». «Il gap tra vettori collettivi e vettori individuali nella effettiva capacità  di assicurare un trasporto soddisfacente – ha commentato il Direttore dell’Istituto Demoskopika, Nino Floro – è meno ampia di quanto si suppone, se misurata all’esperienza concreta del viaggio e che occorrono maggiori sforzi per migliorare l’immagine complessiva del trasporto pubblico, troppo spesso e forse ingiustamente assimilato all’idea radicata nei cittadini della pubblica amministrazione che non funziona. Inoltre, i dati dimostrano un basso utilizzo del trasporto pubblico in Calabria rispetto ad altre aree del Paese e ciò – ha concluso Nino Floro – non può che far sperare ad un suo recupero in termini di quota di mercato favorendo cosi lo shift modale dall’auto privato verso sistemi di trasporto maggiormente ecosostenibili». Mobilità : il 41,3% si muove per lavoro e studio, soprattutto tra gli under 25. Il 41,3% effettua spostamenti cosiddetti “sistematici”, ossia legati essenzialmente al raggiungimento del luogo di lavoro (28,9%) e al luogo di studio (12,4%), mentre il 57,6% dei rispondenti esegue spostamenti “occasionali” legati allo svolgimento di commissioni varie, come fare la spesa, o raggiungere luoghi di sport/svago nel tempo libero. La componente di mobilità  sistematica per ragioni di studio e lavoro risulta nettamente più elevata tra i maschi (52,5% contro il 30,9%), tra i residenti dei comuni piccoli (42,7%) e medi (44,1%), tra i giovani (18-25) e i giovanissimi (14-17) rispettivamente con valori pari a 77,1% per i primi e 86% per i secondi, e tra i laureati (68,1%), mentre la componente di mobilità  occasionale è maggiore fra le donne (67,9%), tra gli anziani (93,5%) e tra coloro che hanno una bassa scolarizzazione (91,1%). Frequenza negli spostamenti: ogni giorno per il 51,6% anche se nel solo territorio comunale. Oltre il 70% dei cittadini si sposta tutti i giorni (51,6%) o tre-quattro volte a settimana (20,4%) dalla propria abitazione. Il 16,8% è solito spostarsi una-due volte a settimana mentre una quota minoritaria è solita spostarsi molto poco: due o tre volte al mese (7,9%) o ancor più raramente (3,2%). Coloro che vivono nei piccoli centri tendono a spostarsi meno frequentemente rispetto a quanti risiedono nei medi e grandi comuni. Infatti, la percentuale di coloro che effettuano spostamenti giornalieri o tre-quattro volte a settimana è pari al 74% tra quanti vivono nei comuni medi e al 73,9% tra i residenti dei comuni grandi, e scende al 70,3% nei piccoli comuni. Tra questi ultimi, la quota di cittadini che si sposta “quotidianamente” (49,3%) è inferiore di circa 6 punti percentuali rispetto a quanto registrato nei comuni medi. Nei piccoli comuni al contrario è più diffusa la tendenza a spostarsi una due volte a settimana o anche più raramente 12,6%, contro il 9,5% e il 9,6% dei comuni medi e grandi. La quasi totalità  degli intervistati (il 95,1%), si muove praticamente nell’ambito del territorio comunale (53,6%) o al massimo provinciale (41,5%). Soltanto una esigua quota del campione dichiara di spostarsi prevalentemente in altre province calabresi (3,2%) o in altre regioni (1,7%). Il mezzo utilizzato: prevale l’auto ma oltre il 18% si affida al “pubblico”. L’auto privata risulta essere il mezzo di trasporto privilegiato: ben il 74,9% lo utilizza sempre (60%) o spesso (14,9%), mentre soltanto il 12,5% del campione dichiara di non utilizzarlo mai. Mentre gli utilizzatori abituali che si muovono “spesso/sempre” con mezzi pubblici rappresentano il 18,2%. Tra quanti dichiarano di utilizzare i mezzi di trasporto pubblico, una quota rilevante dell’intero campione intervistato, oltre 1 cittadino su 10, dichiara di utilizzare frequentemente, ossia “spesso/sempre” (11,5%) l’autobus urbano, e saltuariamente il 22,7%, a seguire l’autobus extraurbano con il 5,3% di utenti abituali e il 21,5% di occasionali. Percentuali molto più ridotte riguardano il trasporto su ferro con una quota di viaggiatori assidui di appena l’1,4% e una quota di occasionali del 21,4%. Dalla divisione territoriale per la provincia di residenza, emerge che fra i cosentini sono più alte le quote di quanti dichiarano di utilizzare il servizio urbano qualche volta (27%) e spesso/sempre (13%). Sul fronte opposto troviamo i cittadini di Vibo Valentia con quasi 8 cittadini su dieci che dichiara di non utilizzare “mai” l’autobus urbano. Piuttosto elevate infine le quote dei giovani (18-25) e dei giovanissimi (14-17) che optano per il bus urbano: lo usano qualche volta il 42,4% e il 30% dei relativi sottocampioni, e sistematicamente (spesso/sempre) rispettivamente il 18,7% dei giovani e il 38% dei giovanissimi. Viaggio “pubblico”, ergo sum: risparmio economico e tempi più brevi tra i motivi principali. Gli intervistati che utilizzano in prevalenza i mezzi pubblici dichiarano che la loro scelta è legata in primis al fatto di non disporre di un mezzo di trasporto privato (31%), in secondo luogo ad un risparmio economico (20%), considerato che i costi della benzina sono aumentati a dismisura, al fatto che non c’è un altro modo per raggiungere la destinazione (15,8%), alla possibilità  di impiegare meno tempo nel tragitto (10,9%), al desiderio di evitare di guidare nel traffico (10,4%) e infine per una quota esigua (5,5%) all’assenza di parcheggi vicino alla destinazione. I motivi principali di “non” utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto collettivo. Sotto questo profilo la questione legata alla “capillarità ” appare come il nodo principale da sciogliere per migliorare la competitività  del trasporto collettivo; infatti vediamo come circa i due terzi del campione, il 64,3%, ribadisce il concetto della mancanza di collegamenti diretti/o delle scarse coincidenze (37,6%), o che il servizio non è disponibile negli orari necessari (26,7%). A seguire troviamo le motivazioni legati al fattore “regolarità ” del servizio di trasporto; infatti oltre un quinto degli intervistati (il 22,2%) si lamenta dei collegamenti saltuari o poco frequenti. Piuttosto vicino è anche il fattore legato al comfort del viaggio (17,2%). Meno importanti per la scelta del mezzo pubblico invece sono i motivi legati al tempo di percorrenza eccessivo (9,1%) e alla logistica delle fermate ritenute troppo lontane dall’abitazione o dalla sede di lavoro (8,9%). Qualità  del servizio tpl: ben il 71,7% si ritiene soddisfatto. Le valutazioni globali di qualità  percepita del servizio di trasporto pubblico locale espresse dai diretti fruitori (sia occasionali che sistematici) sono risultate positive nel 71,7% dei casi. In particolare la positività  delle valutazioni espresse si è articolata principalmente sulle due modalità  di risposta “sufficiente” con il 38,8% (che rappresenta un giudizio positivo ma ancora ampiamente migliorabile) e “buono” con il 29,6%, mentre il giudizio di eccellenza “ottimo”, di massima soddisfazione, supera appena il 3%. Sul versante opposto l’area degli “insoddisfatti” totalizza il 28,3% di giudizi negativi e valuta i livelli del servizio al di sotto della soglia minima di accettabilità : “scarsi” 10,2% e “insufficienti” 18,1%.

Fonte: DemoskopiKa (giugno 2012).

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