Guccione: “non vogliamo diventare soldati della ‘ntrangheta”

Non vogliamo diventare soldati della ‘ndrangheta!

di Carlo Guccione*

ALTRO che “spending review”, lotta agli sprechi e alle spese inutili! In Calabria si continuano a tagliare i servizi essenziali garantiti dalla Costituzione, i presidi di legalità , gli avamposti della democrazia e della presenza dello Stato! Dopo le rapine del Governo a trazione legista guidato dal Cavaliere Berlusconi che ha “scippato” alla Calabria e al Mezzogiorno circa 28 miliardi di fondi FAS per destinarli al nord, dopo i tagli assurdi ed indiscriminati operati dal Governatore-Commissario Scopelliti al sistema sanitario calabrese che hanno fortemente penalizzato la provincia di Cosenza e messo in ginocchio tantissime realtà  della nostra regione non garantendo più nemmeno i livelli essenziali di assistenza, dopo la forte ripresa dell’emigrazione giovanile e intellettuale, il ridimensionamento e l’accorpamento di decine di presidi scolastici, il taglio dei treni a lunga percorrenza da e per il sud, il caos dei trasporti, la scoperta che i lavori di completamento della Sa-Rc non saranno mai terminati poichè mancano ancora 58 chilometri di autostrada (tutti in provincia di Cosenza) mai finanziati e progettati, l’aumento vertiginoso della disoccupazione e l’allargamento a macchia d’olio delle vecchie e nuove fasce di povertà , è arrivata ora anche la scure devastante del Decreto-Monti. Infatti, per effetto del recente decreto sulla spending review in Calabria ben quattro tribunali (di cui tre in provincia di Cosenza) sono stati soppressi, le Province di Crotone e Vibo letteralmente cancellate e quelle che ancora rimangono subiranno tagli pesantissimi sui trasferimenti statali che vanno a sommarsi ai tagli già  subiti a seguito delle manovre del Governo Berlusconi. E’ chiaro che questi provvedimenti avranno implicazioni  devastanti in una regione povera come la nostra: interi nuclei familiari saranno praticamente ridotti alla fame e tantissime imprese saranno costrette a chiudere. I diritti fondamentali dei cittadini vengono calpestati e negati. Di fronte a quella che appare come una vera e propria fuga dello Stato dai nostri territori, l’unica vera alternativa rimane la criminalità  organizzata.  Saremo destinati a diventare tutti soldati della ‘ndrangheta?  Io non ci sto e credo che, come me, non ci stia neanche la maggioranza dei calabresi onesti. E’ arrivata, pertanto, l’ora di alzare la testa e di far sentire forte la voce della Calabria e dei calabresi onesti a Roma. Per quanto ci riguarda ci spenderemo con tutte le nostre forze perchè i tribunali e le Province calabresi non vengano soppressi. Ai nostri parlamentari, a prescindere dalle appartenenze e dalle colorazioni politiche, chiediamo la massima unità  e il massimo impegno in quella che potremmo definire senza esagerare “la madre di tutte le battaglie”. Il Parlamento, alla luce di parametri oggettivi e uguali per tutti, tagli pure gli sprechi e le spese inutili, ma eviti assolutamente di effettuare tagli lineari e indistinti, che si traducono solo nella negazione di diritti fondamentali e servizi ai cittadini. Noi e tutti i calabresi onesti non vogliamo diventare soldati della ‘ndrangheta!. Lo dobbiamo ai nostri figli e alle generazioni che verranno.

*Consigliere regionale del Pd

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