Questione cinghiali, incontro tecnico di Coldiretti

LA PRESENZA dei cinghiali è diventata ormai insopportabile in quanto dannosa per il raccolto e le infrastrutture agricole. Pericolosa per l’incolumità  delle persone. Nei giorni scorsi la COLDIRETTI ha promosso un incontro tecnico al quale hanno preso parte (e sono intervenuti) il responsabile provinciale, Pietro Tarasi, il presidente dell’Atc3 Cosenza, Marcello Canonaco, amministratori locali e rappresentanti di categoria (Caccia e Agricoltura). Il dibattito è stato introdotto dal presidente di Coldiretti Rogliano, Mario Ambrogio. “Non abbiamo abbassato la guardia. Anzi – ha dichiarato quest’ultimo – più volte ci siamo recati nelle aree del Basso e dell’Alto Savuto per renderci conto del fenomeno e rassicurare gli iscritti circa l’impegno della nostra Associazione”. La ricerca e l’attuazione di soluzioni concrete che parta dai provvedimenti di legge e si espliciti attraverso l’insieme di sinergie tra istituzioni, è alla base dell’impegno dell’organizzazione. L’agricoltura, infatti, non è mai stata in pericolo come in questi ultimi anni. I cinghiali stanno provocando danni per centinaia di migliaia di euro all’interno di boschi e campagne a discapito delle produzioni, dei terreni e delle specie vegetali selvatiche. Particolarmente colpita è già  risultata la coltivazione della patata nelle zone silane e presilane, ma anche quella di ortaggi e vigneti nella parte collinare del comprensorio. All’origine del fenomeno c’è l’abbandono dei terreni ma la colpa è stata attribuita anche a quanti, maldestramente (soprattutto a scopo venatorio), hanno introdotto una specie non autoctona che in pochi anni ha alterato il proprio profilo genetico, si è riprodotta in numero considerevole e ha determinato un quadro incontrollabile della popolazione dell’ungulato. “Non sono cinghiali ma veri e propri maiali neri. Partoriscono due volte all’anno allevando dai dieci ai dodici maialini per volta. E’ opportuno per questo – ha spiegato Canonaco – mettere in pratica i contenuti del Disciplinare redatto dall’Ente Provincia, accertare i danni e attuare gli accorgimenti responsabilizzando le squadre cinghialaie presenti sul territorio”.  “Oggi – ha concluso il presidente dell’Atc3 – è quanto mai necessario valorizzare la montagna tutelando la fauna selvatica per favorire nuovi equilibri nell’ecosistema”. Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo. “Sono tre anni che cerchiamo risposte dagli enti sovra comunali.  Occorre – ha spiegato il primo cittadino – un impegno concreto che consenta l’attuazione di misure drastiche a partire dal divieto di allevamento e introduzione indiscriminata degli esemplari”. “I Comuni non hanno competenze in materia ma – ha concluso Gallo – devono fare i conti con l’esasperazione della popolazione che ogni giorno subisce danni dai raid dei cinghiali”. Per Pietro Tarasi infine “questa minaccia può diventare una opportunità ”. Il presidente di Coldiretti Cosenza ha confermato l’impegno della sua Associazione ponendo l’accento sull’unità  di intenti emersa a conclusione della discussione. Un primo obiettivo è rappresentato dall’avvio delle braccate (senza abbattimento) con l’ausilio di cani. E dall’attivazione, sui territori, di speciali squadre di selettori (cacciatori). Si spera, finalmente, in una presa di coscienza della problematica e, in un momento di forte crisi economica, nella collaborazione dei soggetti interessati. L’incontro si è tenuto a Rogliano, presso la sede zonale di Coldiretti.

Gaspare Stumpo

Nella foto: Pascuzzo, Ambrogio, Tarasi e Canonaco durante l’iniziativa.

 

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