“Tpl, il silenzio assordante della politica regionale” *

di Nello PERRI *

E’ UN SILENZIO assordante, quello della politica regionale, su quanto accade nel Trasporto Pubblico Locale e in particolare su quanto sta accadendo nelle Ferrovie della Calabria. Viviamo tempi strani, tempi in cui uno dei servizi pubblici per eccellenza (forse secondo solo alla Sanità ), subisce una trasformazione che, in particolare nella nostra Regione, si può definire epocale e tutto  rimane nel completo silenzio (assenso) delle istituzioni locali e della politica regionale. Sembra che questa grande problematica politica e sociale sia stata derubricata a fatto puramente tecnico. Un fatto tecnico, quindi, da lasciare al sindacato di settore che fra le altre cose vive anche’esso un momento di grande confusione. Ci chiediamo come si possa pensare di uscire indenni dall’appuntamento elettorale del 2013 quando i guasti di questa apatia saranno evidenti a tutti, e quando diciamo tutti non parliamo, ovviamente, dei soli lavoratori del settore o dagli addetti ai  lavori, ma parliamo di intere comunità  che rimarranno senza servizi degni; parliamo dello spopolamento dei paesi che avrà  ripercussioni enormi sull’intera regione e sulle città  incapaci di dare le risposte necessarie. I punti nodali che si stanno sviluppando attraversano: il “riordino” del trasporto su gomma, un “riordino” che si sta attuando più in sede di bilancio che in quello dei servizi e dei trasporti – la costituzione di società  che stiano “nel mercato” – che ripropongono  i guasti delle A.T.I. (associazioni temporanee d’impresa) di cui già  conosciamo limiti e criticità  – il sistema ferroviario al collasso per infrastrutture inadeguate ed in molti casi risalenti al ventennio fascista – un sistema tariffario regionale, da poco aggiornato, che ha consentito differenziazioni (amministrative e non di costi) tra gomma e ferro, forse allo scopo di impedirne l’integrazioni tariffaria. Ma potremmo rallegrarci con le costruende metrò: un totale di 300 mil € fra Cosenza e Catanzaro, soldi in procinto di essere spesi senza assolutamente includere, nella progettazione, l’anello di congiunzione tra le due città , rappresentato dalla linea ferrata esistente oggi gestita dalle F.D.C. Le Ferrovie della Calabria – a proposito – punto d’incontro di politici nelle segrete stanze, vengono lasciate morire sotto i debiti accumulati per il mancato pagamento di crediti, riconosciuti e certificati dallo stesso stato (nella accezione più ampia) debitore. Una azienda plurimodale di quasi mille dipendenti, che farebbe invidia per grandezza e potenzialità  alla migliore azienda d’Europa se solo si fosse attuata un integrazione d’esercizio seria ed efficacie, ridotta a merce di scambio per rimettere in gioco 19 mil.€ annui che rappresentano il titolo di spesa del servizio su gomma delle F.D.C. Come si vede ce ne sarebbe da discutere, ma non è ancora tempo … per una perversa logica forse è meglio discutere sui danni … ???

* Presidente della Commissione Speciale Politiche Intercomunali – Trasporti e Viabilita – ROGLIANO (Cs).

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