Problema cinghiali: un dibattito anche a Borboruso

SI E’ SVOLTO a Borboruso, località  del comune di Pedivigliano, nel Savuto, un convegno (nella foto) sul fenomeno dei cinghiali. L’iniziativa, alla quale hanno partecipato amministratori locali e rappresentanti di categoria, è stata fortemente voluta dall’Amministrazione comunale del luogo, in particolare dal sindaco Antonella Leone e dall’assessore Giuseppe Maletta. Il dibattito si è arricchito degli interventi di Marcello Canonaco (A.T.C. 3 Cosenza), di Ernesto Nucci (Azienda Sanitaria di Cosenza) e di Salvatore Vescio (Associazione Sportiva Libera Caccia). All’appuntamento non sono voluti mancare il sindaco di Colosimi, Raffaele Rizzuti e il consigliere regionale di Italia dei Valori, Mimmo Talarico. Da cinque anni a questa parte, ricordiamo, la presenza dei cinghiali sul territorio è diventata particolarmente devastante per il settore dell’Agricoltura, soprattutto per quello degli ortaggi e della viticoltura. Alterato nel suo profilo genetico, più somigliante al maiale nero, altamente prolifico, il cinghiale presente nei boschi del Savuto sta arrecando danni per diverse migliaia di euro rispetto alla produzione di ciascun coltivatore. Un problema esteso anche alle infrastrutture e alle specie vegetali selvatiche. A farne le spese sono soprattutto i piccoli imprenditori che mai come in questo momento sono decisi a chiedere misure drastiche, quindi il risarcimento dei danni per i mancati ricavi. Un grido di allarme che si è levato più volte negli ultimi tempi e che la stessa Coldiretti ha raccolto facendosi portavoce delle istanze dei malcapitati agricoltori. La situazione è stata illustrata nel corso del dibattito di Borboruso, al termine del quale è stato sollecitato l’intervento, ad ogni livello, della classe politica calabrese. In particolare è stata chiesta la predisposizione di un progetto che contenga misure in grado di limitare la presenza del cinghiale nelle aree coltivate. Questo animale, infatti, si riproduce in modo esagerato, devasta le colture per cibarsi e costituisce un serio pericolo per l’uomo perché capace di aggredire ogni qualvolta si ritiene in pericolo. Ad oggi, inoltre, la popolazione relativa a tale ungulato appare fuori controllo e gli agricoltori sono esasperati in quanto costretti a subire passivamente in un periodo di grave crisi economica. Particolarmente apprezzata sul piano tecnico, quella di Borboruso ha inserito un ulteriore tassello nella discussione sulla questione del cinghiale che più in generale si sta affrontando al livello comprensoriale, regionale e nazionale.

Carmine Costanzo

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com