A Bianchi presentato il volume ‘Santiago’

INTERVENENDO alla presentazione del libro “Santiago. La fuerza del Camino” di Letterio Pomara edizioni Paoline, il presedente della Provincia, On. Mario Oliverio, dopo aver  sottolineato la bontà  dell’iniziativa culturale del Comune e richiamato alcuni passaggi del libro, ha lanciato una interessante idea: “Realizzare nella provincia di Cosenza o meglio ancora, sull’intero territorio della regione, un itinerario ispirato al “Camino” di Santiago di Compostela”. Un percorso – ha aggiunto il presidente – del quale “voglio parlarne con i Vescovi, per rendere più percettibile il ricco patrimonio storico-culturale, ambientale e religioso della nostra terra”.  Una buona idea, per un  progetto,  di sviluppo di una comunità  territoriale pronta ad accogliere e ad accompagnare il pellegrino lungo i sentieri, le vie, i paesi e i luoghi di culto in  terra calabrese. Alla manifestazione oltre all’autore sono intervenuti, Francesco Villella, sindaco di Bianchi, Giovanni De Rose, presidente della Comunità  montana e Giovanni Olivito, presidente Rotary club Valle del Savuto Distretto 2100, Antonio Simarco,regista e poeta, Fernanda Petrisano dirigente scolastico di Bianchi-Scigliano e il professor Rino Pascuzzo. I lavori sono stati coordinati da Pasquale Taverna, assessore comunale alla Cultura, che ha evidenziato l’impegno culturale dell’Amministrazione. Circa due ore di dibatto hanno suscitato interesse e passione della numerosa platea al viaggio di Pomara. Brillante e appassionata la relazione di Simarco, che ha analizzato le motivazioni che inducono il pellegrino ad iniziare il viaggio per Santiago. Svariati motivi – ha detto Simarco – possono essere alla base di una tale decisione, come: una sfida a se stesso, passione per la cultura spagnola, avventura, agitazione interna, motivi religiosi ed altro”. Un filo comune per milioni  di pellegrini per percorrere il “Camino de Santiago”. “Un itinerario – ha proseguito – attraverso la Spagna settentrionale che per molti rappresenta un’esperienza indescrivibile per raggiungere la meta, la cattedrale di Santiago de Compostela, in Galizia, dove si trova la tomba dell’apostolo Giacomo, e del Comune di Bianchi è il patrono. Simarco, ha ricordato che la rete degli itinerari del “Cammino” nel 1993 è stata dichiarata patrimonio dell’umanità  dall’Unesco.  Il fascino e la magia del “Cammino” 802 chilometri, da Saint Jean Pied-de-Port in Francia, a Santiago de Compostela, il pellegrino lo affronta portandosi dietro solo uno zaino di circa 12 chilogrammi con l’essenziale. Per Simarco, l’importanza, il valore umano, spirituale e personale  è individuato  nel continuo flusso di pellegrini che lo percorrono ogni giorno dell’anno. “Il sudore – termina  Siamrco – la fatica, il dolore, che ha provato sulla propria pelle, anche l’autore, si alternano e si miscelano  con il sorriso, l’emozione e la bellezza dei luoghi. L’intervento appassionato di Pomara, ha incantato e emozionato la platea di Piazza Matteotti. “ Non so spiegare- ha detto l’autore – ancora oggi a distanza di alcuni anni perché ho fatto questo cammino, 802 chilometri a piedi in 31 giorni varcando i Pirenei, con dolori su tutto il corpo, in particolare ai piedi, resistendo all’assaltato delle mosche cavalline e tante altre inside”. A chi mi  chiederà  del “Camino de Santiago” prosegue l’autore, non risponderò descrivendo il giorno della partenza, le varie tappe, i “rifugios” o i monumenti e le chiese o darò consigli su quanti chilometri percorrere; Oltre al minimo bagaglio da portare dietro, l’autore avverte che c’è bisogno di “quelle cose che abbiamo dentro, sopite o sconosciute e che il Cammino ti tira fuori “sopportazione, coraggio e pronti di dire addio ad altro a cose che ci siamo portati dietro e che sono solo un’inutile zavorra: intolleranza, sfiducia, orgoglio e competitività ”. Non so rispondere,-prosegue-cosa spinga tanti ad abbandonare per un mese tutto e tutti e camminare e i nostri orgogli scorrono in un’altra dimensione”. Un viaggio che Pomara consiglia di farlo da solo e con tempo che si vuole. Il Cammino, conclude l’autore, è “metafora della vita, lungo il quale rifletti, parli con te stesso e di tutto e  solo alla fine ti accorge del significato e dell’importanza del silenzio. A chi mi chiederà  cosa ho scoperto dirò che i monti misteriosi della Cruz de Hierro o del Cebrerio mi hanno fatto capire di essere solo all’inizio e non alla fine del mio percorso.

Fonte: Il Quotidiano della Calabria.

 

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com