Un insetto (Torymus) per salvare la castanicoltura

<<I CASTAGNETI sono a rischio di estinzione, necessitano cospicui fondi per lanciare il Turymus sinesis, antagonista naturale per la lotta al Cinipide galligeno che sta distruggendo il castagno>>. Questo in sintesi quanto emerso a conclusione dei lavori del convegno “Il Cinipide galligeno del castagno” (nella foto) – dibattito organizzato nei giorni scorsi dalla Coldiretti e dall’Arssa presso la sala consiliare della Comunità  montana del Savuto. Alla presenza di un folto e interessato pubblico, amministratori, operatori del settore e rappresentanti delle associazioni, sono intervenuti Mario Ambrogio della Coldiretti di Rogliano, Vincenzina Scalzo e Francesco Tenore dell’Arssa. Due ore di dibattito per analizzare il problema del Cinipide che da qualche anno interessa direttamente i castagneti del territorio e non solo, il cui attacco virulento sta mettendo in ginocchio un settore di notevole interesse economico-ambientale. Mario Ambrogio, nell’introdurre i lavori, ha ricordato che la Coldiretti, del problema ha già  organizzato due incontri e un terzo è previsto nell’autunno. “Iniziative, ha detto Ambrogio, indirizzate a far conoscere agli interessati il ciclo biologico e le regole per l’insediamento del Torymus sinesis (insetto predatore) attualmente unico mezzo di lotta biologico per abbattere il Cinipide galligeno”. Tra l’altro, il responsabile della Coldiretti ha informato che l’Arssa attraverso il Dipartimento fitosanitario dell’Assessorato regionale all’agricoltura ha effettuato due lanci nel Savuto. Uno a Bianchi e l’altro in contrada Mauritana tra i comuni di Rogliano e Santo Stefano. Questo, ha concluso Ambrogio è stato possibile grazie al monitoraggio effettuato dalla Coldiretti locale nelle zone colpite e alle segnalazioni pervenute dai Comuni. Infine, Ambrogio ha espresso preoccupazione per il problema e la necessità  di sensibilizzare gli addetti al settore per attuare una serrata lotta biologica contro il Cinipide, diffondendo corretti principi e impedire pratiche agricole controproducenti. La dottoressa Vincenzina Scalzo, incaricata di seguire lo sviluppo del Cinipide galligeno nelle provincie di Catanzaro e Cosenza, ha illustrato con dovizia di particolari gli attacchi ai castagneti della Comunità  Montana del Savuto. Entrando nello specifico della tecnica, ha detto che in ogni sito sono stati lanciati 165 insetti utili (Torymus sinesis) e le femmine accoppiate potranno deporre fino a 70 uova all’interno delle galle, formate dall’attacco del Cinipide. Una lotta che prevede un numero enorme d’insetti predatori e pertanto la Regione ha deciso di realizzare un “Centro di moltiplicazione” del Torymus in Calabria, esattamente nel centro Arssa di Montebeltrano, Comune di Paterno Calabro. Proseguendo, la dottoressa Scalzo ha spiegato che, più lanci saranno effettuati sul territorio e più veloce e positivi potranno essere i risultati alla lotta del Cinipide. In ogni caso è stato sottolineato che ci vorranno circa 5 anni per avere buoni risultati. Dal dibattito è emersa la preoccupazione degli addetti del settore, nonché la consapevolezza dell’enormità  del problema e dell’insufficiente disponibilità  economica previste dal Mipaaf e dalla Regione Calabria per una concerta lotta al Cinipide. Infine, è stato distribuito un vademecum sulla lotta al cinipide e su iniziativa di alcuni imprenditori si è convenuto che, la Coldiretti, in autunno coordinerà  un incontro con tutte le amministrazioni locali, imprenditori agricoli e di trasformazione il cui scopo è la  raccolta di fondi per finanziare l’acquisto del Turymus sinesis, antagonista del cinipide.

Pasquale Taverna

Fonte: Il Quotidiano della Calabria.

Leggi anche: ‘Come salvare il castagno dal Cinipide Galligeno’ con l’intervista al prof. Bruno Paparatti.

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