‘Pietre Scarlatte’, il piccolo mondo antico roglianese

 “NEL MOMENTO in cui regnano nichilismo e frivolezze, occasioni come queste rendono onore ad un paese che ha tradizioni storiche e culturali importanti”. L’affermazione è del professor Leonardo Falbo intervenuto, nei giorni scorsi, alla presentazione del libro ‘Pietre Scarlatte’. Il volume, ricordiamo, narra la crudele storia d’amore tra un aristocratico e una giovane popolana. Storia che costituisce il nucleo centrale della pubblicazione. Benché non collegato a fatti realmente accaduti, il romanzo è ambientato nella Rogliano di fine Ottocento, con riferimenti scientifici che attengono a luoghi e tradizioni celebri molto cari all’autore. Una sorta di “piccolo mondo antico dove – ha spiegato l’intellettuale roglianese – la memoria non è nostalgia”. A giudizio di Falbo infatti “in un periodo in cui si pubblica di tutto e di più il libro di Ciro Servillo assume valenze più profonde di quante ne possa offrire una sua lettura fugace e superficiale in quanto, oltre all’aspetto propriamente letterario, certamente prioritario, il libro presenta un interessante sfondo storico-antropologico locale e, in alcuni personaggi e situazioni, momenti d’introspezione non trascurabili”. Così, la vicenda di Enrico e di Assunta s’intreccia con la storia della Città  relativa al periodo post Unitario. Con i luoghi e le usanze del tempo, le condizioni sociali, i rapporti all’interno della Comunità  e quelli della popolazione contadina e bracciantile con il potere trasformista (ed opportunista) in una Calabria rassegnata e fatalista. “Il miglior modo di presentare un libro è quello di invitare a comprarlo. La lettura – ha concluso Falbo – è parte della letteratura, alimento ed elemento della cultura”. Inclusa nel programma ‘Estate e Cultura a Rogliano’ – l’iniziativa (nella foto) si è svolta in piazza San Giorgio (Rogliano) alla presenza del sindaco Giuseppe Gallo e dell’assessore Antonio Simarco che ha coordinato il dibattito. “Il romanzo è scritto con linguaggio altamente lirico, passione e attaccamento alla nostra terra. Quella di stasera – ha affermato Simarco – è un’occasione importante per Rogliano e per la sua storia”. Parole condivise dal primo cittadino, che ha approfittato dell’occasione per porre l’accento sulla serie di appuntamenti promossi dell’Assessorato alla Cultura (18 agosto – 14 settembre 2012) che riguardano la presentazione di varie pubblicazioni. “Il romanzo – ha esordito Gallo – fa emergere sentimenti autentici e l’orgoglio di appartenere ad una storia e ad una cultura. Ciro ci ha fatto omaggio di qualcosa di molto prezioso”. Oltre a quello di Servillo la manifestazione ha registrato l’intervento di Miram Coccari (già  autrice di una nota critica), che ha parlato di “scrupoloso lavoro di ricerca”. “Per l’autore – ha evidenziato il consulente letterario – i posti assumono una valenza straordinaria. Niente è lasciato al caso e la loro ricostruzione dettagliata è frutto di un estenuante lavoro di ricerca storica che riconsegna al lettore una Rogliano ottocentesca, descritta con una dovizia di particolare tale da far scomparire gradatamente l’attuale composizione paesaggistica e porre davanti agli occhi lo scenario reale di un tempo lontano”. ‘Pietre Bianche’ – toponimo tra i più presenti e significativi nell’immaginario collettivo, diventa dunque ‘Pietre Scarlatte’ a testimonianza delle condizioni di vita e dei drammi della povera gente del Savuto. Docente in pensione, Ciro Servillo è autore di poesie (tra cui Nero nella sera e Al minatore) e di racconti inediti. ‘Pietre Scarlatte’ (Comet Editor Press) è il suo romanzo d’esordio.


Gaspare Stumpo

Nella foto: Servillo, Coccari, Falbo, Gallo e Simarco.

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