S. Stefano, Palazzo Parisio ritorna all’antico splendore

CIRCA ottocento metri quadri di superficie distribuita su più livelli (tre corpi di fabbrica realizzati in tre epoche diverse seppur omogenei), pertinenze esterne e un’ampia area circostante. La dimora che fu della famiglia Parisio di Santo Stefano di Rogliano, passata al  demanio pubblico e sottoposta a vincolo monumentale, sarà  destinata a spazi di rappresentanza e di ospitalità  diffusa. O, comunque, a programmi per la promozione della cultura e la valorizzazione del centro storico. “Un obiettivo significativo – ha spiegato Antonio Orrico – che permetterà  di far rivivere un pezzo di storia della Comunità  legata al Palazzo e al quartiere dove si trova ubicato”. Il sindaco ha partecipato alla iniziativa di presentazione del progetto che in poco più di un anno ha consentito l’apporto di interventi urgenti per il ripristino dell’equilibrio strutturale di Palazzo Parisio. Evento che si è tenuto all’interno del vecchio maniero alla presenza di autorità  civili, militari, religiose, di rappresentanti delle associazioni e cittadini. Quindici mesi di lavoro che hanno portato alla messa in sicurezza dell’edificio grazie a fondi per il recupero funzionale di importanti unità  immobiliari messi a disposizione – nel 2009 – dalla Regione Calabria attraverso il bando ‘Riserve Aree Urbane’ e ‘Emergenze Urbane e Territoriali’ – che nel Savuto ha interessato un gruppo di Comuni (capofila: Rogliano) per complessivi 4. 170.000 euro. Prima del restauro, ricordiamo, benché privo di suppellettili, l’antico immobile del rione Capo Alfieri versava in stato di abbandono e totale degrado anche causa di un incendio. Dopo averne rilevato la proprietà  il Comune di Santo Stefano ha avviato la procedura per l’ottenimento dei finanziamenti, quindi, ha gestito la prima fase del recupero in attesa di ulteriori somme da destinare ad operazioni di rifinitura in vista della destinazione d’uso definitiva. “Questo palazzo – detto l’assessore alla Cultura, Antonio Ungaro – emana il fascino del passato. E’ importante che in tutti i nostri paesi avvengano avvenimenti del genere”. Da queste parti, infatti, si vuole investire sul recupero dei vecchi alloggi e la creazione di spazi pubblici in modo da favorire una offerta più concorrenziale rispetto al mercato dei fitti e, soprattutto, una migliore fruibilità  dei centri storici. “Il nostro scopo – ha evidenziato il sindaco Orrico – è quello di abbattere il degrado, ripopolare il vecchio borgo e favorire nuove economie”. Durante l’avvenimento sono state proiettate immagini ante e post interventi ed eseguiti (live) brani jazz a cura del maestro luigi Carpino.“Palazzo Parisio – ha spiegato Renzo Perri – esisteva prima del XVII° secolo”. Nell’occasione il presidente dell’associazione ‘Stefanos’ ha evidenziando uno spaccato (con contorno di leggenda) legato alla storia del Palazzo e alla potente famiglia, ramo santostefanese dei Parisio, che trova ampio spazio nel volume di Francesco Piro “I Parisio a Rogliano. Il palazzo del Cardinale e gli ‘Otia’ di Aulo Giano Parrasio‘ – di recente pubblicazione. Della struttura tecnica che ha redatto e curato l’intervento hanno fatto parte, tra gli altri, l’architetto Concetta Deni progettista e direttore dei lavori), gli ingegneri Antonio De Rose e Fortunato Deni, la geologa Natascia Merenda.

Gaspare Stumpo

Nelle foto. Sopra, un momento dell’iniziativa santostefanese. Sotto: uno dei particolari architettonici più interessanti dell’antico Palazzo Parisio.

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