Precari, trimestre difficile e incognite per il futuro

SENZA fondi il rischio è reale. Per i lavoratori Lsu-Lpu utilizzati presso gli enti locali calabresi si profila un trimestre alquanto difficile. Un autunno-inverno di grandi sofferenze per via, soprattutto, dell’incognita connessa al proseguo delle attività  nell’anno 2013. Un problema legato alla carenza di risorse che potrebbe determinare la riduzione dei sussidi e nella peggiore delle ipotesi la sospensione dei progetti. Suonato già  da tempo il campanello di allarme ha già  prodotto una serie di iniziative sindacali nei vari comuni e, nel giugno scorso, l’ennesima manifestazione di protesta per le strade di Catanzaro. Da allora, però, oltre al pagamento degli emolumenti sino ad agosto 2012 (mancano le integrazioni di luglio ed agosto 2012) nessun passo in avanti è stato fatto rispetto alla piattaforma stabilita nella vertenza. Nemmeno l’incontro – definito ‘tavolo tecnico’ – fra Regione, Ministeri e Parti Sociali annunciato all’inizio dell’estate. Più volte, negli ultimi tempi, l’assessore regionale al Lavoro, Francescantonio Stillitani, ha sollecitato il confronto istituzionale per concertare il percorso di stabilizzazione dei circa cinquemila Lsu-Lpu che da oltre tre lustri contribuiscono allo svolgimento dei servizi pubblici con penalizzazioni di carattere economico e previdenziale che in uno Stato di Diritto sembrano rasentare il paradosso. La situazione è stata discussa nel corso di un incontro promosso dall’USB Calabria (nella foto) che si è tenuto a Rogliano – nei giorni scorsi – alla presenza di Giovanni Gaglioti e Antonio Fragiacomo. I lavoratori chiedono “certezze” sul loro futuro occupazionale e, principalmente, sul percorso di stabilizzazione annunciato e attuato, fino a questo momento, solo per una  parte di soggetti inseriti all’interno del Bacino calabrese. “No – sottolineano gli Lpu/LsU – ai due pesi e due misure. No alla cancellazione dei diritti acquisti in diciotto anni di attività  all’interno degli enti locali”. “Occorre – ribadiscono – un piano straordinario sull’occupazione attraverso il quale porre fine ad una situazione che sta diventando esasperante per una intera generazione di persone che ad oggi, purtroppo, dopo aver lavorato e acquisito competenze, rischia seriamente di uscire fuori dal mercato del lavoro”. La legge regionale n° 47 del 23 dicembre 2011, ricordiamo, fissa al 31 dicembre 2014 l’attuazione del piano di stabilizzazione per gli LsU-LpU calabresi. Anche per questo i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità  utilizzati all’interno di Comuni e Comunità  montane sollecitano l’attenzione dell’Anci affinché la stessa Associazione dei Comuni faccia la sua parte in quanto istituzione “per chiudere la partita rispetto a questa fetta di precariato ed evitare un nuovo disastro sociale nel Mezzogiorno”. (r.s.)

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