Chiuso il PPI, nuova triste parentesi per il ‘S. Barbara’

CON ATTO del Direttore generale Paolo Maria Gangemi l’Azienda ospedaliera di Cosenza ha disposto – in data odierna – la chiusura del PPI (nella foto) del presidio ‘Santa Barbara’ di Rogliano. Il provvedimento rientra nel processo di riconversione che, progressivamente, ha interessato il Pronto Soccorso e, appunto, il Punto di Primo Intervento. Con delibera n° 770 del 30 luglio 2012, ricordiamo, l’Ao cosentina ha provveduto al riordino dei servizi assegnando alle Unità  operative previste dal nuovo atto aziendale nel plesso roglianese 20 posti di Medicina generale, 20 posti letto di Lungodegenza, 10 posti di Riabilitazione e 1 posto letto Indistinto. La stessa Azienda ha fatto sapere che quella “di PPI non è più prevista tra le attività  da esercitare all’interno dello S.O. Santa Barbara”. Pertanto, da oggi (nonostante le richieste) non è più in funzione il servizio di PPI che dalla sua istituzione ha effettuato 5294 interventi (non in emergenza) ad utenti residenti nel Savuto e in altri territori. Una media di oltre 2500 prestazioni annue che hanno fatto del PPI una postazione sanitaria strategica per la zona del Sud Cosentino, in particolare per le aree rurali e marginali del comprensorio. In una lettera inviata al Prefetto di Cosenza la Federazione Sindacati Indipendenti (Fsi) ha fatto sapere che “tale gravissimo atto, che prelude inevitabilmente alla prossima chiusura dell’intero nosocomio e alla sua trasformazione in precario ambulatorio gestito dall’Asp, è altamente lesivo del diritto alla salute, per come garantito dalla Costituzione Italiana”. Nella missiva a firma della Segreteria provinciale, l’Fsi ha chiesto al Prefetto di intervenire soprattutto per quanto riguarda la revoca del provvedimento. “Il Direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza – si legge nella nota – in violazione di tutti i proclami ed assicurazioni date alle forze politiche ed amministratori locali, ha chiuso anche il Punto di Primo Intervento dell’ospedale Santa Barbara di Rogliano, punto di riferimento di tutta la Valle del Savuto e dei comuni della cinta di Piano Lago”. Con la soppressione del PPI cessa – sempre a Rogliano – l’attività  di buona parte dell’equipe di professionisti (soprattutto infermieri) impegnati nel Servizio, che con ogni probabilità  sarà  trasferita all’Annunziata. “Prima di chiudere reparti essenziali come il Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Rogliano e – hanno ribadito dalla Fsi – vanificare gli importanti investimenti economici fatti fino a ieri, si sarebbe dovuto sfruttare la disponibilità  degli spazi ristrutturati e di posti letto, anche per consentire una migliore recettività  rispetto al sovraffollamento cronico dell’ospedale Annunziata di Cosenza”. Alla presa di posizione della Federazione Sindacati Indipendenti si è unita quella della segreteria provinciale della Fials, che ha ribadito il suo secco “no al ridimensionamento del Santa Barbara” evidenziando, altresì, l’importanza storica e logistica del plesso roglianese dotato di reparti come Medicina e Day Surgery. Ad oggi, dunque, al ‘Santa Barbara’ resta la postazione del 118 e quella di Guardia medica (notturna). Entrambe di competenza dell’Asp. La scure si è abbattuta ancora una volta sul presidio ospedaliero del Savuto che a poco più di un anno dalla cessazione del Pronto Soccorso, perde anche il Punto di Primo Intervento. Un altro servizio che viene a mancare dopo le operazioni di trasferimento degli uffici di Direzione sanitaria dallo stabile limitrofo all’ospedale all’interno dell’area nosocomiale seguite alla chiusura del reparto di Chirurgia, del servizio di Farmacia e al trasferimento di personale a Cosenza. Una nuova e triste parentesi nella storia del ‘Santa Barbara’. Cosa è pronto a dire – a proposito – il mondo politico ed istituzionale?


Gaspare Stumpo

15 ottobre 2012.

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