Sanità , il Consiglio provinciale approva un documento

SI E’ RIUNITO in seduta straordinaria e aperta presso una sala consiliare affollatissima di Piazza XV Marzo il Consiglio Provinciale di Cosenza presieduto dall’ing. Orlandino Greco. Tantissimi i sindaci e gli amministratori locali presenti provenienti dall’intera provincia, i parlamentari, i consiglieri regionali, i rappresentanti delle forze sociali e, soprattutto, gli operatori del mondo della sanità . Al centro dell’incontro il tema: “LA SANITA’ AL COLLASSO. Necessari e urgenti interventi per garantire le prestazioni sanitarie ed i servizi ospedalieri a tutela della salute dei cittadini”. Ai lavori dell’Assemblea hanno preso parte, nonostante gli annunci della vigilia, anche cinque consiglieri provinciali di opposizione: Rapani, Clausi, Morelli, Bartolomeo e Carotenuto. “Siamo ben consapevoli – ha detto il presidente della Provincia di Cosenza, on. Mario Oliverio (nella foto) in apertura dei lavori – che i problemi che oggi vive il sistema sanitario calabrese e cosentino sono il frutto di politiche, scelte, sottovalutazioni e interventi sbagliati che si sono accumulati nel corso di diversi anni e appartengono ad un lungo periodo. Detto questo nessuno può rimuovere, però, il fatto che nel corso di questi ultimi due anni e mezzo si sia registrato un aggravamento drammatico della situazione sanitaria ed ospedaliera. Sotto i nostri occhi c’è una situazione di collasso totale che investe tutti i servizi sanitari e tutti i presidi ospedalieri. Il più grande ospedale dei calabresi continua ad essere fuori dalla Calabria. I nostri concittadini costretti ad emigrare per ottenere erogazioni di servizi sanitari efficaci ed efficienti sono purtroppo aumentati. Sappiamo bene che erano necessarie misure forti per razionalizzare il sistema sanitario, ma sappiamo altrettanto bene che un’operazione di risanamento deve puntare innanzitutto alla qualificazione dei servizi e non ad una dispersione delle risorse”. “A fronte di 7 ospedali chiusi in provincia di Cosenza – si è chiesto Oliverio – quali investimenti sono stati realizzati per assorbire la domanda che proviene dai nostri territori? Ci sono realtà  in cui si verificano situazioni in cui gli ammalati sono costretti a fare otto ore di percorso per trovare risposte ai loro problemi. A tal proposito voglio ringraziare il personale medico e paramedico che con grande sacrificio e professionalità  sta garantendo i servizi minimi di assistenza. A fronte di una situazione di questo tipo ritengo che sarebbe stato e sarebbe necessario un governo attivo dei processi, che significa innanzitutto una ricognizione complessiva dei problemi. Di fronte ad una situazione siffatta si poteva e si può anche ricorrere a deroghe di legge avanzando proposte serie e intelligenti. Al termine del Consiglio provinciale scriveremo, a tal proposito, una lettera al Ministro Balduzzi perche si faccia deroga ai vincoli, si stabilizzi il personale e si proceda all’espletamento dei concorsi. Noi intendiamo lavorare ad un progetto condiviso di riqualificazione e di rimodulazione dei servizi sanitari. Purtroppo si continuano ad alzare muri. Così non si va da nessuna parte ed a pagarne le conseguenze sono sempre e comunque i cittadini, soprattutto quelli che appartengono alle fasce più deboli della nostra società ”. “Sbaglia, comunque – ha concluso Oliverio – chi pensa che questo Consiglio sia solo un fuoco di paglia. Partiremo da questa iniziativa per andare nelle realtà  territoriali e per affrontare, posto per posto, ospedale per ospedale, i problemi delle nostre comunità . Va abbattuto il muro dell’indifferenza per costruire un’iniziativa positiva. Noi non abbiamo paura del confronto e invitiamo tutti a confrontarsi apertamente e concretamente, entrando nel merito dei problemi, su iniziative e proposte”. Dopo l’intervento di Oliverio si è aperto il dibattito in cui sono intervenuti il leader del movimento dei Diritti Civili Franco Corbelli, il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Sandro Principe, il parlamentare del Pd Franco Laratta, il presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Cosenza Eugenio Corcioni, Masotti Cgil medici, Marino Cisl Medici, l’ex Direttore Generale dell’Asp di Cosenza Franco Petramala, il consigliere regionale del Gruppo Misto Rosario Mirabelli, il consigliere provinciale Ernesto Clausi della lista “Alla Provincia con Pino Gentile”, il dott. Franco Boncompagni, responsabile provinciale “Sanità ” del Pd, il dott. Claudio Picarelli sindacato medici Italiani, il consigliere regionale del Gruppo Misto Nicola Adamo, il capogruppo provinciale del Pd Ernesto Magorno, Raffaele Papa Coordinatore provinciale Mpa, il dott. Mario Bozzo, medico ospedaliero, il consigliere provinciale Ernesto Rapani del Gruppo Misto, il sindaco di San Marco Argentano Alberto Termine, l’assessore provinciale Leonardo Trento, il consigliere provinciale del Pd Pietro Vico. Al termine del dibattito è stato messo ai voti ed approvato all’unanimità  un documento finale proposto dallo stesso presidente della Provincia di Cosenza di cui, di seguito, riportiamo il testo integrale:


Il Consiglio Provinciale di Cosenza


riunito in sessione Straordinaria ed in seduta aperta con l’o.d.g.: “Problematica relativa alla situazione venutasi a determinare nei servizi sanitari della provincia di Cosenza con particolare riferimento ai servizi ospedalieri” – approva relazione del Presidente on Gerardo Mario Oliverio, l’arricchimento intervenuto dal dibattito e le conclusioni dello stesso. Il Consiglio Provinciale considera l’insieme della gestione sanitaria calabrese la più alta espressione del fallimento del regionalismo calabrese e meridionale. Negli anni man mano che crescevano le competenze e le funzioni in materia sanitaria in capo alle Regioni, in Calabria non si è stati capaci di costruire un sistema sanitario regionale vincolato a strumento di programmazione e di controllo. Oggi, però, alle inefficienze antiche si sommano nuove responsabilità  derivanti dai vincoli sul controllo della spesa e sugli obblighi derivanti da una riorganizzazione dell’intero sistema. Si sono affermati in questo ambito limiti ed errori che hanno visto prevalere solo una logica di tagli senza alcuna organicità  rispetto alle necessarie alternative di offerte dei servizi che bisognava preventivamente garantire. L’attivazione errata del piano di rientro, ormai prossimo a scadere (31/12/2012) ha determinato nei fatti un vero e proprio collasso nel sistema sanitario calabrese. Il blocco totale del tour-over ha prodotto una vera e propria emergenza nella totalità  delle strutture ospedaliere e negli stessi servizi sanitari territoriali. I livelli essenziali di assistenza sono fortemente compromessi. La rete ospedaliera a partire dall’ospedale dell’Annunziata di Cosenza e degli ospedali spocke di Castrovillari, Rossano-Corigliano, Paola-Cetraro soffrono una quotidiana emergenza di risorse umane e tecnologiche che espongono a seri rischi sia l’utenza che gli stessi operatori. La convergenza di più fattori ha nei fatti determinato una condizione di vera e propria emergenza. La mancanza di governo della situazione è alla base del collasso del sistema sanitario. La stessa articolazione della rete ospedaliera e dei servizi territoriali non trova nessuna rispondenza tra l’impostazione annunciata e la realtà  dei fatti. L’aver proceduto alla disattivazione dei presidi ospedalieri minori, persino quelli rientrati nella pianificazione di presidi di confine ha comportato la creazione di veri e propri deserti sanitari all’interno della nostra Provincia. Ciò ha comportato che lo stesso ospedale HUB di Cosenza, che nei fatti dovrebbe garantire la totalità  delle alte specialità , oggi è costretto a far fronte a una domanda indistinta di servizi che andrebbero filtrati e tutelati con attività  di territorio e di servizi ospedalieri di primo livello. Persino la disponibilità  di un posto letto è diventato un miraggio con pazienti che sono costretti a ricoveri spesso fuori Provincia o fuori Regione. Permane ancora sofferente la stessa rete delle emergenze che per la complessità  orografica e la vastità  del territorio Provinciale espone vaste aree del territorio a rischi seri rispetto ai tempi di intervento sulle emergenze. Il Consiglio Provinciale di Cosenza ritiene non più accettabile lo stato in cui versa l’intero sistema sanitario provinciale e delega il suo Presidente a volere assumere tutte le iniziative istituzionali tese a:
– sollecitare il Presidente della Giunta Regionale nella qualità  di Commissario Straordinario a definire un piano di interventi urgenti per il potenziamento tecnologico e di risorse umane della rete ospedaliera della Provincia di Cosenza.
– sollecitare il Ministero della salute e lo stesso tavolo di monitoraggio interministeriale a voler concedere alla Regione Calabria strumenti in deroga per il solo personale sanitario e parasanitario, al blocco del tour-over a partire dalla stabilizzazione del personale già  in regime di precariato;
– sollecitare il Presidente della Giunta Regionale nella qualità  di Commissario Straordinario per l’attivazione nel piano di rientro dal debito sanitario a voler comunque mantenere in servizio tutto il personale precario con contratto a scadenza;
– sollecitare lo stesso Consiglio Regionale della Calabria a legiferare in coerenza con la normativa nazionale in materia di stabilizzazione;
– sollecitare il Presidente della Giunta Regionale e la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile al fine di definire il trasferimento delle competenze in materia di investimenti sanitari che nello specifico di Cosenza significa completare le procedure di gara riguardante l’aggiudicazione dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale della Sibaritide ed il piano per il potenziamento tecnologico degli ospedale di: Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria.
 

Fonte: Provincia di Cosenza.

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