Bianchi, sagra e convegno sulla castanicoltura

DA BIANCHI un invito a intensificare i lanci di ‘Torymus Sinensis’ per debellare il Cinipide, killer del castagno. Una due giorni, la 28^ edizione della Sagra della Castagna promossa dalla Pro Loco con la collaborazione dell’Amministrazione comunale e della Coldiretti per dibattere le problematiche del settore e degustare il prelibato frutto e i suoi derivati. Il proficuo incontro (nella foto) è servito per fare il punto sulla lotta al Cinipide Galligeno, camunamente chiamato “vespa cinese” che sta mettendo a rischio la produzione e la sopravvivenza dei castagneti della regione. Ai lavori coordinati dall’assessore Pasquale Taverna, sono intervenuti: Francesco Villella, sindaco di Bianchi; Giuseppe Pettinato, presidente Pro Loco; Mario Ambrogio della Coldiretti, in rappresentanza del presidente Pietro Tarasi; Lucia Nicoletti, presidente del Gal Savuto e Franco Ambrogio in rappresentanza dell’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra impegnato alla Fiera del legno di Rho. La relazione è stata tenuta da Vincenzina Scalzo, funzionario dell’ARSSA. Dopo i saluti del primo cittadino e l’introduzione del presidente Pettinato, Franco Ambrogio ha sottolineato “capacità , impegno e interesse della Pro Loco e Amministrazione comunale per un settore di vitale importanza”. Nel suo articolato intervento, il rappresentate dell’assessore Trematerra ha evidenziato come i dati dimostrano che l’occupazione è nel settore dell’agricoltura e l’assessorato è “attento, lavora e investe a favore delle aziende agricole e delle giovani imprese”. La presidente del Gal Nicoletti, ha evidenziato come il convegno è “l’esempio di una valida strategia per affrontare il problema del Cinipide”.  Mario Ambrogio della Coldiretti ha ribadito l’impegno dell’Associazione per contrastare il Cinipide e auspicato che “tutti gli enti, pubblici e privati facciano fronte comune per assicurare altri lanci di Torymus nei castagneti. La dottoressa Scalzo, responsabile del progetto di lotta al Cinipide per la provincia di Cosenza e Catanzaro, ha illustrato con dovizia di particolari e supporto multimediale le varie fasi di sviluppo del micidiale killer del castagno e i relativi mezzi di lotta. Del problema, nei giorni scorsi, sempre a Bianchi si è interessato anche il TG regionale.  L’insetto, originario della Cina, nel 2002, attraverso il materiale vivaistico è comparso in Italia in provincia di Cuneo e successivamente in altre regioni. La coltura del castagno nella Valle del Savuto rappresenta un discreto valore economico e commerciale e un prezioso elemento per la difesa idrogeologica del territorio. “I danni provocati dall’insetto – ha spiegato la responsabile del progetto – sono evidenti con formazione di galle che determinano forte calo della produzione, circa 80%; riduzione dello sviluppo vegetativo e forte indebolimento delle piante colpite”. “Il mezzo di lotta più efficace -ha detto la Scalzo – è la lotta biologica attraverso i lanci del Torymus Sinensis, antagonista principale del cinipide”. “La lotta chimica – ha aggiunto – risulta piuttosto difficile a causa del ciclo dell’insetto”. Fra i 14 lanci di Torymus effettuati in Calabria nelle zone più colpite dal parassita, c’è anche Bianchi, motivo in più per discutere del problema.  Dalla relazione è emerso che i risultati dei lanci, finanziati dal Ministero dell’Agricoltura attraverso l’assessorato regionale, saranno visibili a distanza di circa 5-6 anni, quando il Torymus prenderà  il sopravvento sul Cinipide. Numerosa la partecipazione domenica alla degustazione della regina d’autunno e dei suoi derivati, che insieme ai prodotti tipici promossi dagli stand della Coldiretti con “Campagna Amica” ha deliziato il palato dei partecipanti.

Pasquale Taverna

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