“Savuto, ma dove stiamo andando a finire?” *

di Salvatore DIANA *


NELLA VALLE DEL SAVUTO ormai la popolazione si pone un angoscioso interrogativo, che sottintende una sempre più convinta e crescente sfiducia sia nelle istituzioni che nella possibilità  di attuare quello sviluppo economico e strutturale con cui gli imbonitori della politica nostrana si sciacquano la bocca alla vigilia di ogni tornata elettorale. La domanda è questa: “Ma dove stiamo andando a finire?” Ci sentiamo tutti sospinti verso una novella rupe tarpea non solo dalla grave crisi economica internazionale che c’è e non si discute, ma anche dall’ostinazione con cui i nostri governanti ci hanno eletto a bersaglio preferito per i loro tagli, tributi, sacrifici e tradimenti…! La Calabria è una regione molto povera e non ce la fa proprio a sopportare un carico ed un abbandono così evidente, rischia appunto di precipitare da un momento all’altro nel burrone  senza avere la possibilità  di trovare un appiglio o un aiuto. Per quieto vivere non assegno a nessuno in particolare la responsabilità  di questa gravissima situazione, tutte le parti politiche che si sono succedute alle cariche che contano hanno contribuito, nel corso degli anni, ad avvicinarci ulteriormente al bordo dell’abisso! Ma oggi che, quotidianamente, vengono alla luce nuovi scandali di corruzione, appropriazioni e ruberie in genere che coinvolgono esponenti del mondo politico ai quali abbiamo delegato la nostra voce e la nostra fiducia, vuol dire che si è perso anche il senso della Giustizia e della Morale, dopo quello della decenza! Giorno dopo giorno cadono i pezzi delle infrastrutture e dei servizi che, pur nella loro ridicola esiguità , ci hanno permesso per tanti anni di vivere dignitosamente ed indipendentemente la nostra quotidianità . E che hanno fatto sembrare meno marcato l’ancestrale divario nord-sud! I pezzi che vengono eliminati dai governanti, tutti protesi a salvare il dio euro e non i propri cittadini, purtroppo non sono cose da nulla! Sono quelli che quando mancano ad un popolo qualsiasi lo fanno bollare da “terzo mondo” e lo tolgono dallo scenario internazionale che conta! Qui in Calabria, nel territorio di Rogliano, stanno smantellando tutto per rimediare all’incapacità  politica, agli scandali ed alle ruberie cui si è accennato prima: ospedale, pretura, servizi essenziali, scuole, trasporti, aziende, viabilità ! Mai che paghi chi provoca i danni, come una elementare norma di civiltà  e di giustizia suggerisce! Così, lo ripeto, ad averne le maggiori ripercussioni siamo noi della Valle del Savuto, l’anello più debole della catena…! Se uno si ammala e cerca un ospedale per curarsi od operarsi, non lo trova perché il Santa Barbara (nella foto, sopra: il momento in cui viene tolta l’insegna del Punto di Primo Intervento conseguenza dell’atto di dismisione del servizio)  è ormai andato e la stessa sorte stanno subendo le strutture vicine mentre l’Annunziata e strapieno! Deve girare, confidando nella fortuna, in cerca di un’altra struttura, ma la benzina è alle stelle ed usare la macchina è diventato per ognuno un vero e proprio lusso. Non si può confidare nel trasporto pubblico perché le Ferrovie della Calabria, antica ed importante azienda del settore, è prossima alla chiusura in quanto il personale rivendica mesi e mesi di stipendio e per ultimo, non è una barzelletta, non si trovano più nemmeno i soldi per pagare il carburante. Se si pensa che si è (o era?) pronti ad avviare i lavori del faraonico ponte sullo stretto di Messina, salta agli occhi l’assurdità  di questa situazione! Ed a farne le spese sono i pendolari che ogni giorno si devono spostare per motivi di studio e di lavoro! Hanno già  soppresso la Pretura ed accorpato scuole, è stato ridotto il numero dei medici di famiglia e gli ambulatori di quelli rimasti sono sempre stracolmi di pazienti. Hanno reintrodotto ticket e le medicine ormai si pagano coi relativi aumenti! Cerco di riandare agli anni della mia giovinezza per fare un raffronto e consolarmi un poco, ma da persona che non ha mai goduto di buona salute per patologie croniche ricordo quando ero bambino e tutto funzionava: medici, ospedali, assistenza! Poi, prima da studente e poi da lavoratore, penso con nostalgia alle Calabro Lucane e mi si stringe il cuore: ogni mattina (domenica compresa!) e con qualsiasi tempo, garantivano per mezzo dei treni e delle corriere lo svolgimento sull’intera tratta Catanzaro –  Cosenza. Essendo nato nel ’51 ho in mente anche le ultime sbuffanti locomotive a vapore, che venivano usate ormai solo per il trasporto merci…! Bei ricordi… solo ricordi! Adesso, come tanti altri, sono ansioso per il futuro dei nostri figli; mi chiedo come faranno a costruirsi un futuro quando non possono contare su una scuola che funzioni o sulla possibilità  di trovare lavoro? Come faranno a crearsi una propria famiglia? Sono considerazioni pessimistiche, lo ammetto, purtroppo nella mia vita ho imparato che raramente esse sono state smentite dagli avvenimenti successivi!
                                                     

li, 4 novembre 2012

* artista

 

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