Addio a Piccoli, intellettuale innamorato della Calabria

SALVATORE Piccoli, noto scrittore e poeta del Reventino è morto improvvisamente. Aveva compiuto sessanta anni a settembre e da qualche giorno era ricoverato presso il policlinico di Germaneto.  Con lui se ne va uno dei protagonisti della cultura del Comprensorio e della Regione, con i sui romanzi e saggi ha contribuito alla rinascita e al confronto culturale del territorio. Salvatore Piccoli (nella foto) laureato in lettere moderne presso la Sapienza di Roma inizia giovanissimo a interessarsi alla letteratura e alla storia, riportando alla luce personaggi e fatti della Calabria come quelli del periodo dell’Unità  d’Italia. Autore di vari libri e vincitore del premio Nuove Lettere 2010 dell’Istituto di Cultura di Napoli per la sezione racconti editi con il volume “Venti Nomadi” edizioni Leonida di Reggio Calabria e finalista in altri diversi concorsi letterari ha dato lustro al paese. Le sue opere: “Una fredda stagione di speranza” Maremmi Editore, Firenze; i racconti: “Voci dell’imbrunire” Calabria Letteraria Editrice, Soveria Mannelli; i romanzi storici “La leggenda di Giosafatte” brigante di Panettieri e “Il Soffio del Silenzio” e il saggio storico “L’abbazia di Corazzo e Gioacchino da Fiore” In Calabria Edizioni, Lamezia Terme; la raccolta di racconti “Venti nomadi“ e il saggio “Nella terra dell’anima” Leonida Edizioni, Reggio Calabria; due monografie storiche del proprio paese: “Castagna nella storia e Carlopoli nella storia” Tipografia Cardone, Catanzaro e l’ultima fatica di quest’estate “3 corde al cielo, Nilo, Gioacchino Francesco” edizioni Albatros. Numerosi gli attestati di stima indirizzati a Piccoli  nella sua carriera di scrittore. La professoressa Antonietta Benagiano scriveva che “gli scritti storici e letterari di Piccoli, apparentemente a sé stanti, hanno, invece, il liaison nel suo amore appassionato per la Calabria, terra bellissima dalle forti contrapposizioni morfologiche e umane”. E dei saggi sul brigantaggio, spesso sommariamente liquidato con una condanna – la professoressa Benagiano aggiunge che “l’autore ricerca sempre le cause remote come sopraffazioni degli organismi statali e l’ingiustizia”. Nel giorno del funerale, una Comunità  intera ha partecipato e pianto il suo poeta. Sindaci, amministratori, amici, docenti hanno partecipato commossi e consci della grave perdita dell’uomo di cultura, persona che della scrittura ha saputo fare un’arte interpretandola in ogni suo aspetto. Un uomo che ha dato tutto al suo paese, e già  in molti aleggia il sentimento della riconoscenza, certi che le istituzioni e il mondo della cultura troveranno il modo più consono per rendere omaggio al suo lavoro e alla sua figura.

Pasquale Taverna

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