“Il Vecchio Lupo” *

* di Rolando MENDICINO

E’ COMINCIATA la stagione delle piogge ed il Vecchio Lupo appronta le sue scorrerie attraverso quella che, piaccia o no, rimane la “sua” vallata. Da secoli, le popolazioni della Valle convivono col Savuto, ne conoscono le abitudini, la “bontà ” e la voracità , egli è vita e morte. Le sue acque irrigavano le ische d’estate, pronte d’inverno a divorare quel che avevano nutrito. Il Vecchio Lupo era solito agire di notte, di nascosto… come un ladro, a tradimento. Si insinuava furibondo tra le colture, travolgendo tutto, piante, alberi, pagliai… e i ponti. Già , i famosi ponti. Ricordo il ponte nei pressi dell’attuale area di servizio; puntualmente, ad ogni inverno, dopo la nottata di pioggia torrenziale, fin dal primo mattino le voci si rincorrevano nel paese: “Savutu s’ha ‘mpesatu ‘u ponte!”. Ero bambino, e mi ricordo di questi inverni e di questi mattini, ne ho visti di ponti… un’immagine in particolare ce l’ho impressa in memoria: il ponte di sotto e Savuto che vi passava di sopra, a dispetto dell’ingegneria umana, come a dire “mi fate un baffo!”; l’ultimo di questi ponti, prima dell’attuale superstrada, il Fiume non riuscì a portarlo via, ma ne cambiò i connotati: lo sfigurò! Ora sono più saldi i ponti (pare), sicure le strade (pare), ma soprattutto sono salve le ische e le colture. Perché? Perché sono abbandonate… . Ma Savuto rappresentava anche il limite. Ai tempi delle mulattiere, passare dall’altra parte con le acque in piena era davvero un rischio. “Savuto ogni anno vuole un’anima” dicevano i vecchi del luogo, e tante anime ogni anno se ne andavano con lui, insieme al mulo o all’asinello: la voracità  del Vecchio Lupo non conosceva pietà . C’era chi, con più coraggio, s’azzardava a passare uno dei ponti che ancora reggeva, in posizione accovacciata, per non guardare la furia delle acque e perdere l’equilibrio… . E oggi? Il Comandante della Valle è sempre lì… placido d’estate che ci puoi giocare, saltellando nel suo letto di qua e di là ….furioso e affamato d’inverno. Savuto fa parte della nostra storia, c’è dentro… . Sembrava essersi ammansito, negli ultimi anni pareva un vecchio indebolito…Di recente ha invece risvegliato la sua secolare forza e voracità . Egli è presente. Ed è un monito per tutti: lasciamogli il suo spazio, rispettiamo il suo territorio, la sua Valle. Inutile venire a patti con lui: il Vecchio Lupo non ama i compromessi e non sentirà  ragioni.

Nella foto: l’antico Ponte di Annibale sul fiume Savuto, in provincia di Cosenza.

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