Lavoro e precariato. Cgil, Cisl e Uil in piazza a Cosenza

UN ALTRO giorno di protesta sotto la sede della Prefettura e dell’Inps di Cosenza. Cgil, Cisl e Uil erano già  scese in piazza per manifestare il loro dissenso contro i ritardi nei pagamenti degli ammortizzatori sociali, ma da circa 45 giorni da quella contestazione, poco è cambiato. Anzi, lavoratori e sindacati incassano l’ennesima promessa non mantenuta: quella del Governo, col ministro Elsa Fornero, che aveva siglato un accordo di 30 milioni di euro per il pagamento dei mesi arretrati. «Non è possibile – affermano Umberto Calabrone (Cgil), Gerardo Calabria (Cisl) e Gianvincenzo Benito Petrassi (Uil) – attendere oltre. E’ inconcepibile che a non pagare sia lo Stato, che da una parte chiede ai suoi cittadini ingenti sacrifici e dall’altro sigla accordi che non mantiene. Il ministro Fornero aveva garantito l’arrivo di questi fondi più di un mese fa, ma ad oggi i lavoratori ancora non si pagano». A questo si aggiunge la preoccupazione per la copertura dei mesi di novembre e dicembre e di tutto il 2013 per il quale si chiedono certezze gia da subito. Per questo motivi Cgil, Cisl e Uil protesteranno mercoledì mattina (21novembre 2012, ndr) davanti la sede della Prefettura e dell’inps di Cosenza. «Non si tratta solo di ritardi fisiologici – proseguono – ma di inadempienze che portano le persone sull’orlo del dramma. I lavoratori coinvolti sono circa 23.000, i più fortunati devono ancora percepire 5 mensilità  arretrate, mentre altri non si sono visti corrispondere ben 12 mensilità , senza considerare quelle pratiche del 2011 che, risolte talune problematiche insorte durante l’iter, accreditano addirittura 15 o 18 mensilità . E’ possibile vivere in queste condizioni? Fino a quando l’incessante lavoro del sindacato riuscirà  ad arginare la giusta rabbia dei lavoratori? Di promesse non mantenute siamo stanchi e siamo ancor più stanchi di vedere disattesi accordi siglati ai tavoli istituzionali. Non è solo una questione di principio ma, nella maggior parte dei casi, è un fatto di sopravvivenza. Migliaia di padri di famiglia vivono da mesi senza sostegno economico e anche se dovessero arrivare i 30 milioni promessi, basterebbero per garantire solo fino ad ottobre. I lavoratori, quindi, si preparano ad affrontare un gelido Natale dal momento che i mesi di novembre e dicembre resterebbero senza alcuna copertura economica. Brutte notizie anche per il nuovo anno: per pagare gli ammortizzatori sociali ci saranno meno fondi e questo aumenterà  i già  pesanti sacrifici dei lavoratori. Mercoledì mattina, sotto la sede della Prefettura dell’inps di Cosenza, insieme ai lavoratori chiederemo con forza la puntualità  nei pagamenti e l’avvio di piani per il ricollocamento di queste persone. Chiediamo da tempo politiche attive e industriali idonee a svuotare l’enorme bacino degli ammortizzatori sociali. Purtroppo non serve stanziare fondi (sempre più esigui) per tamponare il problema quando non si pensa a strategie in grado di guardare al futuro.

Fonte: Cgil, Cisl, Uil.

 

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