Pirillo: “senza LsU il mio Comune costretto a chiudere”

“SENZA l’apporto degli LsU/LpU il mio Comune sarebbe costretto a chiudere”. Sono parole che il sindaco di Mangone, Raffaele Pirillo, ha pronunciato durante la Conferenza (nella foto) che nei giorni scorsi ha riunito (a Rogliano) i primi cittadini della valled el Savuto sulla vicenda che attiene al Bacino regionale dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità . All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Comunità  Montana, Giovanni De Rose, e i rappresentanti di Cigl (Giovanni Muto), Cisl (Gianni Tripoli), Uil (Gianvincenzo Petrassi), Cgil che Vogliamo (Giuseppe Tiano) e Usb (Gaspare Stumpo). Da alcuni, giorni, ricordiamo, i precari sono in stato di agitazione per rivendicare gli emolumenti arretrati e la piena attuazione del processo di stabilizzazione occupazionale. I sindaci hanno espresso “pieno sostegno” all’azione sindacale criticando la mancanza di volontà  politica per la risoluzione della vertenza. Gli amministratori hanno fatto sapere, infatti, di avere “le mani legate” rispetto alle norme che regolano gli equilibri di Bilancio e alla mancanza di leggi o deroghe per l’assunzione del personale LsU/LpU. In più (e non senza imbarazzo) hanno riconosciuto i disagi circa l’esiguità  delle spettanze economiche, quindi l’assenza di misure contrattuali e previdenziali per i lavoratori: “uno Stato che combatte l’illegalità  non può permettersi di mantenere del personale in nero”.  Gli LsU/LpU, ricordiamo, ricoprono il vuoto venutosi a creare nelle dotazioni organiche di enti che hanno necessità  di personale per gestire i servizi, ma che in concreto non sono in grado di avviare progetti di stabilizzazione. “E’ opportuno risolvere il problema alla radice. Basta escamotage legati alla creazione di società  in house per questioni elettorali, è giunto il momento – hanno sottolineato i sindaci – che la politica calabrese si responsabilizzi e porti a compimento, dopo quindici lunghi anni, il collocamento stabile di questi lavoratori nella pubblica amministrazione”. Un progetto che a parere degli stessi primi cittadini “deve concretizzarsi, possibilmente, con l’apporto bipartisan della deputazione parlamentare”. “Anche in queste cose – hanno detto – a differenza di quanto avvenuto per altre regioni la Calabria non può considerarsi come fanalino di coda”. Ad oggi gli LsU ed LpU sono parte attiva (e operativa) in vari settori (tecnici, amministrativi, contabili, viari, manutentivi, socio-assistenziali, etc.) confermando un apporto nei vari uffici che, contrariamente a quanto si dice, non è più ‘assistenziale’ bensì ‘essenziale’. Questa esperienza pluriennale, nel Sud Italia ed in particolare in Calabria, sta costringendo centinaia di famiglie a sacrifici quotidiani non indifferenti. “La situazione è divenuta talmente critica che – ha ribadito Damiano Mirabelli (delegato dei lavoratori) – non siamo più in condizione di raggiungere il nostro posto di lavoro”. Dal canto loro, LsU ed LpU hanno rivendicato la piena attuazione "senza se e senza ma" della piattaforma con l’apertura di una tavolo di trattativa (annunciato e mai attivato) tra Regione, Ministeri, Organizzazioni sindacali e rappresentanti degli Enti locali, per l’avvio delle stabilizzazioni. Ciò, ovviamente, attraverso un percorso definitivo (e straordinario) che, leggi alla mano, tenga conto del pieno riconoscimento dei contributi pensionistici e della eventuale ridistribuzione dei lavoratori negli Enti sub regionali e statali in carenza di organico. I precari hanno chiesto altresì il sostegno convinto degli oltre quattrocento sindaci calabresi e che della questione venga informato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Antonio Catricalà . “La condizione di precariato cronico e di drammatico disagio sociale anche per fasce scolarizzate, impone scelte chiare e definitive. I paradossi – hanno spiegato gli  LsU/LpU – e la disparità  di trattamento legati alla nostra condizione giuridica e salariale in rapporto alle stabilizzazioni già  effettuate e alla posizione degli stessi impiegati di ruolo, in assenza di soluzioni ci costringe, eventualmente, a ricorrere ad un Class Action per ottenere i giusti diritti”. Oltre a Pirillo, De Rose e ai sindacalisti, alla discussione sono intervenuti i sindaci di Rogliano (Giuseppe Gallo), Belsito (Antonio Basile), Bianchi (Francesco Villella), Marzi (Rodolfo Aiello) e Pedivigliano (Antonella Leone). Applausi per il vice sindaco di Cellara, Santo Perri, allorquando quest’ultimo ha dichiarato che il problema del suo Comune è legato proprio all’assenza di LsU/LpU.  La Conferenza dei Sindaci del Savuto ha sottoscritto un documento da inviare alle Istituzioni interessate. Dal canto loro, dopo aver ringraziato gli amministratori (in particolare il sindaco di Rogliano per aver intrapreso l’iniziativa), hanno confermato l’adesione allo stato di agitazione e alle manifestazioni indette in questi giorni dai Sindacati su scala regionale.


R. S.

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