L’Icsaic rischia di chiudere i battenti, appello di Giuseppe De Masi

Riceviamo e pubblichiamo:

A tutti i nostri amici,
il prossimo aprile l’Istituto entrerà  nel 30° anno di vita, ma la data se da un lato ci inorgoglisce, dall’altro ci coglie in un momento difficile, molto difficile. La situazione economica è seriamente critica, vuoi per la grave congiuntura che attraversa il nostro paese, vuoi per una politica regionale non consona a quelli che sono i veri valori della cultura, per cui l’Istituto corre il serio rischio di chiudere i battenti o di limitarsi alla pura  sopravvivenza. Il contributo regionale relativo al 2010 non è stato ancora erogato e, se andrà  bene, si dovrà  attendere il mese di aprile. Il suddetto contributo, peraltro, non migliorerà  di molto lo stato delle finanze interne in quanto esso riuscirà  a coprire solo in qualche parte le somme anticipate e il debito bancario. Le prospettive non sono certamente allettanti per il prosieguo di un’attività  che ha rappresentato, nel corso di questi trenta anni, un punto di riferimento per la storia della Calabria e che in questo ultimo periodo, da quando ci siamo trasferiti nei locali della Biblioteca universitaria (il che ha consentito di salvare il patrimonio librario ed archivistico), è diventata meritoria perché il nostro Istituto è frequentato da diversi studiosi (giovani studenti e ricercatori), che attingono ai nostri fondi cartacei per portare a termine le loro indagini storiografiche. Ed è motivo di soddisfazione anche avere dato alla nostra rivista una regolarità  di pubblicazione, oltretutto avendo abbattuto notevolmente i costi. Noi non intendiamo arrenderci davanti a tante difficoltà  e con l’aiuto di tutti voi che avete creduto e credete nell’Istituto, faremo di tutto non solo per superare questa che si configura come una vera e propria emergenza ma anche per rilanciare, come stiamo facendo, l’attività  in altri fronti di studio e di ricerca. Facciamo appello, dunque, alla vostra sensibilità  per l’ultimo sforzo necessario per mettersi alle spalle, e definitivamente, la crisi. La vostra partecipazione alle attività  dell’Istituto è la premessa per una nuova stagione virtuosa. Ad essa sarebbe importante far seguire un nuovo impegno economico da parte di ciascuno di noi sulla base delle proprie possibilità  e, specialmente, cercando di coinvolgere in tale sforzo amici-amici, imprenditori, uomini delle istituzioni ai quali sollecitare anche contributi personali. Non c’è altra via per venirne fuori. Contiamo su tutti. E col vostro aiuto ce la faremo.

Grazie e a presto.

Giuseppe Masi (direttore Istituto calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea).

Nella foto: i professori De Masi (a sinistra) e Falbo, entrambi dell’Icsaic.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com