Panettieri, per l’incendio si segue anche la pista dolosa

NOTTE INSONNE e risveglio amaro per la Comunità  di Panettieri ieri mattina nel vedere alla luce del sole la triste realtà  di ciò che è rimasto (nella foto) del Presepe vivente distrutto da un incendio. Doveva essere una giornata di festa quella dell’Epifania per il popolo degli appassionati del presepio, invece si è sfiorata la tragedia. Si è rischiato brutto, potevano esserci morti e feriti e un paese andare in “fumo”per mano – si suppone – “dolosa” di tre o quattro giovani che hanno appiccato fuoco a delle balle di paglia adiacente la Piazza di Erode. Una supposizione questa, avvalorata dalle dichiarazioni a caldo rilasciate di alcuni figuranti. Sembra che i giovanotti si sono impossessati di alcune torce accese lungo il percorso del presepe vivente e appiccato il fuoco a delle balle di paglia a ridosso alla torre di Erode realizzata in legno, polistirolo-plastico da cui le fiamme alimentate da un leggero vento si sono estese velocemente sull’intera piazza. L’efficiente servizio d’ordine e prevenzione che in questi anni è migliorato enormemente in un attimo si è messo in moto, aperto le porte d’uscita ed evacuato la Piazza, al momento affollata da bambini, uomini, donne e anziani. Il tempestivo uso degli estintori posti nelle adiacenze e i getti d’acqua con delle pompe da parte del sindaco Salvatore Parrotta, figuranti e numerosi volontari hanno circoscritto l’incendio e limitato i danni. L’arrivo dei vigili del Fuco ha di seguito ha spento l’incendio e messo in sicurezza la zona. Nessun danno alle persone solo spavento e allarme. Le fiamme hanno raggiunto la casa canonica e il campanile della chiesa di San Carlo Borromeo, la scuola elementare e un fabbricato privato al momento disabitato. Per cercare di chiarire l’origine del rogo e soprattutto risalire a eventuali responsabilità  e responsabili, sono state avviate due diverse indagini. Una tecnica, da parte del comando provinciale dei vigili del fuoco, l’altra condotta dal Nucleo operativo Compagnia di Rogliano, luogotenente Francesco Todaro. Il sindaco Salvatore Parrotta per l’accaduto, naturalmente ha presentato denuncia contro ignoti, le cui indagini saranno seguite dal Pubblico Ministero dottor Antonio Cestone. Ieri il nostro giornale (Il Quotidiano della Calabria) è tornato sul luogo dell’incendio e ha incontrato una Comunità  colpita profondamente, amareggiata e rattristata. Palpabile dai colloqui con la gente lo sconforto, la rabbia e la delusione nel giorno dopo l’Epifania. Un giorno che doveva essere invece un di confronto e racconto di esperienze vissute dopo l’impegno diretto dell’intera Comunità  nella rappresentazione del presepe vivente. "Altre due ore – qualcuno sussurra – e tutto sarebbe finito bene, nessuno poteva immaginare una cosa del genere". Un presepe simbolo, non solo per Panettieri ma anche per il Savuto e Reventino, il presepe della speranza e dell’amore che accomuna per sconfiggere la violenza. La paura, la tensione e lo sgomento ieri era ancora palpabile negli occhi della gente che atterrita si è recata sul luogo dell’incendio a vedere quello che è rimasto dalle lingue di fuoco che la sera prima si alzavano minacciose.  I cittadini con animo di sgomentato, tutti ripetono che non è vero, sembra un sogno. Un incidente o un gesto insano, incomprensibile che ci ha colpito profondamente tutti, asserisce qualcuno, figuranti, attori e partecipanti tutti che con spirito di sacrificio si sono adoperati e sacrificati per offrire il meglio di se e allietare i numerosi visitatori che ogni anno raggiungono il piccolo Comune della presila. In attesa di quantizzare i danni è certo, invece, che non si sono registrati feriti e di questo don Raffaele parroco di Panettieri dice "poteva andare peggio, ringraziamo Dio e col suo aiuto risolveremo tutto". Intorno il sindaco Parrotta, ideatore del Presepe Vivente e condottiero delle dodici edizioni, addolorato per l’accaduto, l’intera Comunità  si è stretta intorno a lui con parole di conforto e solidarietà . "I panetteresi non si perdono d’animo – ha affermato un signore – teniamo duro e andiamo avanti, ci siamo impegnati tanto e per tanti anni per raccontare la Natività  di Gesù, è nostra volontà  continuare anche l’anno prossimo". Un paese e una popolazione d’altri tempi, segno, dove però la solidarietà  e la determinazione nell’affrontare le avversità  a testa alta sono sopravvissuti e il primo cittadino Salvatore Parrotta per chi lo conosce bene sa che si rimboccherà  le maniche e continuerà  a dare soddisfazioni alla comunità  tutta. Infine non sono mancati i messaggi e le telefonate di solidarietà  dei sindaci del comprensorio e di numerosi Comuni della Calabria, politici e soprattutto di tanta gente comune che anche tramite facebook non ha fatto mancare il suo sostegno e l’affetto.

Pasquale Taverna

Fonte: Il Quotidiano della Calabria.

 

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