Rogliano, torneranno gli i.m.i morti nei lager nazisti

“IL PASSATO non è passato e questo passato non deve passare”. Il professor Leonardo Falbo ha usato questa espressione per sottolineare il significato della Memoria e il dovere, civile e morale, di ricordare ciò che è stato rispetto alla tragedia dell’Olocausto. L’intellettuale roglianese ha concluso i lavori del convegno promosso il 27 gennaio scorso durante il quale sono stati presentati i lavori realizzati dagli allievi delle classi quarta A, quarta B e quinta B dell’Istituto Unico d’Istruzione Superiore ‘A. Guarasci’. Un impegno mediato didatticamente e scientificamente  per una ricorrenza  “che – ha spiegato Falbo – rischia, a volte, di scadere nella ripetitività  o nella celebrazione acritica”. La manifestazione (nella foto) si è svolta presso la sala consiliare. “Un momento significativo sia per la giornata, sia per il tipo di riflessione. Ma – ha spiegato il sindaco Gallo –  anche per l’ufficializzazione del progetto avviato dall’Amministrazione comunale (in collaborazione con le famiglie) per riportare in Italia i resti di cinque I.M.I. (Internati Militari Italiani) deportati dopo l’8 settembre 1943 e morti tra il 1944 e il 1945. Tutti roglianesi, giovanissimi, vittime di fatica e stenti nei campi di lavoro nazisti. Si tratta di Mario Mazzei, 21 anni, sepolto ad Amburgo (Germania), Alberico Perri, 33 anni, sepolto a Bieleny (Polonia), Domenico Porco, 21 anni, sepolto a Francoforte sul Meno (Germania), Antonio Sarcone, 22 anni, sepolto a Mauthausen (Germania), Guerrino Sicilia, 28 anni, sepolto a Bieleny (Polonia). A questi vanno aggiunti Guido Altomare, 33 anni, attualmente disperso, e Carmine Vizza, 21 anni, che riposa nel cimitero di Rogliano. I loro nomi sono inclusi in un elenco stilato dal Ministero della Difesa. ‘La Giornata della Memoria’ è proseguita con la doppia proiezione di lavori multimediali a cura degli studenti dell’IIS. La prima, legata al progetto ‘I giovani e la Shoah’ – ha trattato il tema della resistenza ebraica, la seconda ha tracciato il profilo umano di due eroi calabresi: Domenico Rota (1923-2007), roglianese, deportato a Mauthausen (Germania); Lorenzo Diano (1909-2004), cosentino d’adozione, deportato a Sambostel (Germania). Entrambi si rifiutarono di collaborare con i nazifascisti e per questo, sino al ritorno in Italia, avvenuto nel 1945, patirono enormi sofferenze fisiche e psicologiche. Lo stesso Falbo ha ricordato la figura di Antonio Nicoletti, classe 1923, roglianese, morto nell’eccidio di Cefalonia (isole greche) assieme ad altri cinquemila soldati italiani della 17^ Divisione Acqui, che scelsero di combattere sapendo di morire sotto il bombardamento degli ‘Stukas’ tedeschi. L’evento si è arricchito di una mostra fotografica e di alcuni intermezzi musicali che hanno visto protagonisti Gabriel Natoli, Francesco Falbo e Roberto Maguzia. “Abbiamo il dovere di ricordare e l’obbligo di non dimenticare. L’impegno e la riflessione rispetto all’orrore hanno senso – ha concluso l’assessore Antonio Simarco – solo se si trasformano in valori per la costruzione di un domani migliore”.  


Gaspare Stumpo

Fonte: Parola di Vita.

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