USB: “no all’ampliamento delle discariche, si a progetti per rifiuti zero e lavoro”

"L’APERTURA della discarica di Scala Coeli (CS), una struttura di cui non se ne sente assolutamente il bisogno, rappresenta la NON SOLUZIONE al problema rifiuti". E quanto si legge in una nota diffusa in queste ore dall’Unione Sindacati di Base, nella quale si critica l’azione della Regione Calabria rispetto alla gestione rifiuti. “Il fatto che la gestione dei rifiuti in Calabria sia commissariata da ben 15 anni, la dice lunga sulla volontà  politica di intervenire sulla questione. Ben altro – fanno sapere gli interessati – servirebbe per valorizzare l’ambiente e il territorio, in una regione martoriata a causa del totale disinteresse di chi, invece, dovrebbe: tutelare il diritto alla salute dei cittadini mentre si chiudono decine di strutture ospedaliere; recuperare il territorio devastato da decenni di speculazioni edilizie;  ripristinare il dissesto idrogeologico e la deturpazione di buona parte degli oltre ottocento chilometri di costa, ecc.. Operando in questa direzione si potrebbero creare migliaia di posti di lavoro  in una Calabria dove il 50 % dei giovani non trova lavoro, dove esiste una disoccupazione endemica, dove ci sono oltre cinquemila LSU-LPU e ATA (lavoratori sotto pagati e con pochi diritti) con una età  media di cinquanta anni e dove buona parte di quei pochi occupati  nel lavoro privato sono sotto pagati, con lavoro a termine e ricattati. Riteniamo centrale la tutela del territorio e dell’ambiente poiché strettamente collegata agli interessi e alle condizioni di vita sia dei lavoratori che dei cittadini”.  “La  Calabria – sostengono dall’USB – rappresenta il fanalino di coda per quanto concerne la raccolta differenziata, infatti, incide per il 6 %, tranne qualche comune che ha percentuali più elevate e riteniamo che il governo regionale debba avviare un progetto che coinvolga un numero consistente di cittadini nella raccolta differenziata porta a porta, cosa alquanto fattibile considerato che altrove alcuni territori raggiungono risultati elevati, come Salerno dove la differenziata incide per il 72 %. Il fatto che la differenziata rappresenta in Calabria il 6 % della gestione totale dei rifiuti determina una emergenza continua e devastante per la salute dei cittadini e per la distruzione del territorio. Riteniamo, dunque, che la soluzione del problema rifiuti non debba consistere nell’ampliamento di discariche esistenti e nella costruzione di altre.  E’ necessario un progetto di riciclo totale dei rifiuti per arrivare alla definizione di un progetto a rifiuti zero, la qualcosa significa che tra riciclaggio, compostaggio, raccolta differenziata e altre modalità  di gestione non inquinanti, come avviene in altre nazioni con il riuso delle bottiglie di vetro o di plastica, si elimina la fase di incenerimento che è la causa scatenante di malattie respiratorie e neoplasie varie. Un progetto che oltre a proteggere la salute dei cittadini, l’ambiente e il territorio può rappresentare una fonte di occupazione rilevante”.

Fonte: Federazione Regionale USB Calabria.

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