Rogliano, il Centro di accoglienza verso la chiusura

GLI ULTIMI ospiti lasceranno la struttura nei prossimi giorni, non appena avranno avuto il tempo di trovare una sistemazione adeguata – magari in una ‘casa protetta’ – consona alle loro esigenze in attesa della documentazione provante lo status di rifugiato o della possibilità  di permanere sul territorio senza incappare nei divieti imposti dalle ferree regole anti clandestinità . Dopodiché il Centro di accoglienza di località  ‘Manche’ terminerà  definitivamente la funzione che dall’agosto 2011 lo ha visto, non senza polemiche, al centro dell’attenzione e comunque al servizio di oltre centro immigrati di provenienza diversa la cui maggioranza, ad oggi, ha già  ottenuto il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie. Dal 1° gennaio 2013, ricordiamo, si è passati dalla gestione straordinaria a quella ordinaria dell’Emergenza Nord Africa, con il passaggio delle competenze dalla Protezione Civile al Ministero degli Interni. Che in questi giorni ha deciso la chiusura, su scala nazionale, dei Cara, ovvero dei Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo. Tra di essi, appunto, quello di Rogliano. “A giudicare dai risultati – ha fatto sapere il responsabile della cooperativa Le Rasole, Pino Latella, possiamo parlare di un percorso positivo della struttura”. “Resta – ha aggiunto Latella – il rammarico per come è stata articolata la sua chiusura in rapporto alle indicazioni fornite dall’Autorità ”. Per il responsabile della cooperativa reggina che ha gestito il Cara roglianese “era auspicale avere più tempo a disposizione. E ciò – ha detto – per consentire a tutti gli ospiti il completamento dell’iter burocratico e l’ottenimento di indicazioni più precise circa le opportunità  di collocazione al di fuori del Centro”. Monitorato dalle forze dell’ordine, il deflusso dei migranti dall’ex albergo di località  ‘Manche’ si è svolto responsabilmente e senza incidenti. Le uniche preoccupazioni erano (e restano) legate alla mancanza di punti riferimento (soprattutto alloggi) per diversi degli ex profughi. Una situazione delicata alla quale non è mancata l’attenzione dell’Amministrazione comunale e degli attivisti dei movimenti cosentini legati alla Rete Antirazzista. Sarebbero tredicimila, in tutto il Paese, i rifugiati che alla data del 1° marzo 2013 hanno dovuto lasciare i Centri situati nelle diverse regioni italiane. Sindaci ed amministratori locali temono conseguenze sociali a causa della improvvisa mancanza di accoglienza e di assistenza che renderebbe vulnerabile, purtroppo, le condizioni degli immigrati senza fissa dimora.

Gaspare Stumpo

Nella foto: una drammatica immagine di tre immigrati, ospiti del Centro di accoglienza di Rogliano, mentre lasciano la struttura di località  ‘Manche’.

 

L’Emergenza Nord Africa inizia ora *

"SONO scaduti i termini del progetto di accoglienza migranti Emergenza Nord Africa. Tutti fuori dai centri. Scade oggi (1° marzo 2013, ndr), infatti, l’accordo relativo all’Emergenza Nord Africa e si scrive la parola fine sul progetto (fallimentare) di accoglienza che dura da due anni. Gli immigrati nelle strutture di accoglienza sparse in tutta Italia sono da oggi a spasso, senza più vitto e alloggio, dovranno provvedere da sé. La speculazione è stata portata a compimento. Ora come spesso accade e come era prevedibile anche in questo caso, i Comuni si ritrovano da soli ad affrontare l’emergenza. Sono circa trenta i migranti a Rogliano che sono stati letteralmente abbandonati a se stessi. àˆ una vergogna ascrivibile ad uno Stato incivile".

* Giuseppe Gallo, sindaco di Rogliano.

 

Clicca e leggi anche il primo servizio sul gruppo di immigrati ospitati a Rogliano:

Su savutoweb.it è possibile consultare le vicende del Cara di Loc. ‘Manche’

a partire da 10 agosto 211

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