Geracitano ‘bacchetta’ i vertici dell’UDC cosentino

"DOPO il catastrofico risultato elettorale è tempo di trarre le dovute conclusioni al fine di porre immediato rimedio all’ingiusta punizione subita dallo Scudo Crociato, sia a livello nazionale che regionale, anche in virtù del fatto che nella nostra regione l’UDC ha un ruolo di governo. Mi sembra  giusto, corretto e doveroso farlo, purché i responsabili della sconfitta (perché di questo si tratta) non  si limitino soltanto a  riconoscerla ma, soprattutto, attuino comportamenti conseguenziali. Cosa voglio dire? Intanto non basta che il “pupillo” di Casini affermi pubblicamente: “siamo stati penalizzati dall’accordo con Monti” oppure “tutti siamo chiamati  a fare autocritica al nostro interno”. Sarebbe troppo comodo ed anche troppo scontato. Occhiuto e Trematerra non possono cavarsela così. E’ necessario che nel Partito si apra una fase di discussione in cui le responsabilità  dei “dirigenti” – questa volta – devono  emergere  e  nessuno potrà  e dovrà  far finta di nulla. Penso a tutte le volte in cui a Rogliano e su tutto il territorio (e mi limito alla esperienza maturata nel territorio del Savuto) abbiamo segnalato con forza il malessere degli iscritti e sostenuto che non era più possibile tollerare una militanza di partito “inventata” e ridotta,  in alcuni casi, all’apertura di sezioni finalizzate alla sola campagna elettorale. Ebbene, difronte a tali richieste, che avevano il fine di rendere  il Partito più strutturato e meglio organizzato, abbiamo registrato la puntuale indifferenza, l’arroganza e l’apatia  del cosiddetto gruppo Dirigente. Quante volte, senza alcun esito, abbiamo richiamato l’attenzione del segretario provinciale prima e dei dirigenti Occhiuto – Trematerra poi,  sul fatto che non fosse né utile, né etico e né corretto affidarsi ai singoli piuttosto che alla realtà  politica per eccellenza sul territorio, cioè la SEZIONE:  luogo di incontro, di dibattito, fucina di idee; la quale, se ben valorizzata crea di sicuro spirito di appartenenza e di identità , indispensabili per chiedere ed ottenere consensi. D’altra parte, mi chiedo, come si potrebbe pensare di lavorare ed essere credibili per la costruzione di un partito giovane, frizzante, innovativo, in grado di interpretare l’ansia di cambiamento di un mondo giovanile, se la guida dell’organizzazione, in tutti questi anni, è rimasta affidata a chi (penso al segretario Pagliuso) è considerato, a tutt’oggi, il simbolo dell’immobilismo e di una passione politica spenta oramai da più tempo e atrofizzata dai “pseudo” dirigenti. Non possiamo dimenticare l’impotenza del segretario provinciale difronte alle nostre legittime richieste (Rogliano e territorio) di celebrazione dei congressi, nel vano tentativo di avviare una nuova stagione politica di cambiamento; il quale, pur riconoscendo la legittima aspirazione degli iscritti, tuttavia, non ha MAI avuto la forza di darvi seguito. Ad ogni modo, ciò che più di tutto ci ha indignato è stato l’altezzoso immobilismo mostrato dai cosiddetti dirigenti “Autorevoli” – in chiaro spregio delle più  elementari  norme di democrazia e di meritocrazia. Infatti, mentre a parole, il giovane deputato Occhiuto si è battuto per l’affermazione di valori assoluti come: la capacità , il merito, la competenza, nei  fatti, però, si è dimostrato l’esatto contrario. Quasi a dire: “predica bene, ma razzola male”. A Rogliano, come altrove, i riferimenti per i nostri dirigenti sono rimasti gli stessi ormai da anni. Le solite due figure che  occupano sempre gli stessi posti, che ricevono sempre le stesse prebende e che vantano di essere gli unici a poter parlare con i dirigenti. Questa è la geografia del nostro partito, che di certo non può attrarre le nuove generazioni che hanno bisogno di ben altri stimoli e ben altra garanzia di rappresentanza. Chi ha gestito in modo obsoleto e superato il nostro partito deve avvertire lo schiaffo di una potenzialità  sacrificata ad interessi personali. Il nuovo scenario politico, determinatosi  nel  territorio, suggerisce che i cosiddetti dirigenti, tutti,  facciano finalmente un passo indietro per dare inizio ad una  FASE COSTITUENTE del Partito da tempo auspicata e ritenuta non più rinviabile.” Così, in una lettera inviata alla Segreteria provinciale del Partito, Romolo Geracitano (nella foto), membro del Comitato regionale dell’UDC.

Data: 3 marzo 2013.

                                                                 

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