Mons. Nunnari: “Buffone mi accolse con grande affetto”

“BUFFONE era un uomo che apriva il cuore all’amicizia”. Sono parole che l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari, ha pronunciato durante il trigesimo per la scomparsa dell’ex deputato ed ex sindaco di Rogliano, Pierino Buffone. La Messa-ricordo (nella foto) si è svolta nei giorni scorsi nella chiesa di san Domenico, nel centro storico cittadino. L’arcivescovo ha parlato dell’amicizia che lo legava all’anziano ex parlamentare sin dal suo arrivo nella diocesi bruzia. “Ci fu una grande accoglienza. In questi anni – ha spiegato – ho letto nella sua vita la storia della cittadina che lo ha visto artefice di tante iniziative per la realizzazione di importanti infrastrutture e servizi”. Nunnari si è soffermato sulla figura di Buffone definendo quest’ultimo “un galantuomo, un uomo intelligente impegnato per il bene degli altri. Un uomo – ha aggiunto l’arcivescovo – che amava stare in mezzo alla gente”. L’alto prelato ha parlato di “rimpianto e nostalgia” per le occasioni passate, ha sottolineato i momenti esaltanti ma anche le difficoltà  che lo stesso Buffone ha dovuto affrontare nel corso della sua lunga carriera di dirigente politico e sindacale: “lo ha fatto con armonia interiore e sapienza cordis, guidato da quella Luce che viene dall’alto e dalle persone che Dio ha saputo mettergli accanto”. Chiaro, in questo caso, il riferimento a don Luigi Nicoletti, il sacerdote leader della DC cosentina che nell’immediato Dopoguerra aveva colto – profeticamente – le capacità , l’entusiasmo e il piglio del leader che apparteneva a Buffone, lanciandolo con successo nel difficilissimo agone politico di allora. Il monsignore ha salutato i presenti dicendo “di essere sempre contento dell’ospitalità  dei roglianesi”. “La presenza di oggi – ha affermato Nunnari – è motivo di ringraziamento al Signore per il bene che attraverso Buffone ha elargito a questa Comunità  la cui storia, quando sarà  scritta, vedrà  il suo nome brillare”. L’Onorevole, ricordiamo, si era spento il 29 gennaio 2013 nella sua dimora di via Municipio. Una pagina triste per il mondo politico ed istituzionale calabrese ma soprattutto per la gente comune. In mezzo secolo le porte di casa Buffone sono rimaste aperte a tutti. In una lettera al sindaco Giuseppe Gallo la famiglia ha ringraziato quanti hanno voluto rendere omaggio alla figura del congiunto scomparso, manifestando all’Amministrazione comunale, apprezzamento per la disponibilità  ad accoglierlo nella sala consiliare per l’ultimo saluto. “Avete, così, bene interpretato – ha scritto la vedova Ida – un suo riconoscibile desidero di ritornare in quella che lui considerava la sua Casa”.

G. S.

Fonte: Parola di Vita.

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