Simarco e Diana abbandonano Rifondazione

NELLE SCORSE settimane, ricordiamo, sei esponenti del Consiglio Provinciale di Cosenza  Biagio Diana e Antonio Simarco (Prc), Mario Caligiuri e Franco Dodaro (Idv), Mario Giordano (Verdi) e Michele Fusaro (gruppo Misto) – appartenenti alla maggioranza che sostiene il presidente Mario Oliverio, avevano deciso di dissociarsi dalle indicazioni dei propri partiti che alle Parlamentari 2013 hanno fatto riferimento a al movimento ‘Rivoluzione Civile’ guidato da Antonio Ingroia. In una nota inviata ai segretari nazionali e territoriali di Rifondazione Comunista, Diana e Simarco hanno comunicato la scelta di lasciare il Partito. Di seguito il testo del documento:

"I sottoscritti Biagio Diana e Antonio Simarco (nella foto con Mario Oliverio) già  nel corso della recente campagna elettorale hanno avuto modo di esprimere in una conferenza stampa le motivazioni per le quali hanno espresso un dissenso dal partito della Rifondazione comunista e un invito pubblico a votare per la coalizione di centro-sinistra a sostegno di Bersani. Ciò per evidenti ragioni di ordine politico anche in considerazione della vigente legge elettorale che assegna il premio di maggioranza alla coalizione vincente, ma anche per l`assenza di coinvolgimento della base del partito nella definizione delle scelte assunte che hanno portato a sostenere candidature in contrapposizione a quelle del centro-sinistra e di Bersani ed oggettivamente tese ad indebolire l`unica possibile alternativa allo schieramento di destra e di Berlusconi. Purtroppo l`esito elettorale, pur in presenza di una molteplicità  di fattori e di ragioni che hanno determinato la mancata vittoria del centro-sinistra ed una situazione di ingovernabilità , hanno confermato le nostre preoccupate valutazioni. Infatti, l’aggregazione "Rivoluzione civile" intorno ad Ingroia non ha raggiunto il quorum necessario per ottenere una rappresentanza in Parlamento ed ha sottratto consensi all`unica alternativa possibile al centro-destra. Tutto ciò, e ancor più il quadro che si è determinato, dovrebbe spingere anche il partito di Rifondazione comunista ad una seria ed approfondita riflessione libera da schemi e da letture distorte di un risultato elettorale che è espressione di una realtà  profondamente trasformata e diversa da quella che si presume di voler rappresentare e cambiare. Pertanto, invitiamo i Dirigenti e i militanti di Rifondazione comunista e delle altre forze che hanno sostenuto la lista "Rivoluzione civile" ad aprire una riflessione libera e aderente alla realtà  e a mettersi in discussione superando logiche di nicchia che non hanno ragion d`essere e che anzi costituiscono una condizione di distacco sempre più largo dalla realtà  e dai bisogni reali della società . Per queste ragioni consideriamo conclusa la funzione e l`esperienza di Rifondazione comunista e di altri soggetti che si richiamano a valori della sinistra rimanendo ingabbiati in esperienze organizzative che di fatto ne congelano la possibilità  di mettersi in relazione e di arricchire il vasto campo della sinistra democratica e riformista, e, pur nel rispetto delle posizioni di tanti militanti con i quali abbiamo condiviso un`esperienza politica ed umana comune, riteniamo di esprimere la nostra convinzione profonda di voler contribuire, per quanto limitate siano le nostre forze, ad allargare e rafforzare il campo dell`unità  delle forze di centro-sinistra e riformatrici, uniche alternative possibili alle destre per realizzare il necessario cambiamento della società  italiana nel senso della giustizia sociale, della crescita democratica e dell`affermazione dei diritti. Ci permettiamo di rivolgere un invito a coloro i quali, e sono tanti, sono animati da obiettivi di cambiamento e di giustizia sociale a fare altrettanto. Distinti Saluti".

Cosenza, 14 marzo 2013.

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