Rogliano. Museo, capolavoro ancora da valorizzare

UNA LEGGERA operazione di restyling con rimodulazione degli spazi espositivi ha consentito, nei mesi scorsi, la riapertura al pubblico del Museo di Arte Sacra ‘San Giuseppe’. La struttura (nella foto) è collocata all’interno dell’ex chiesa di Santa Maria Maggiore in Santo Spirito, edificio a croce greca  situato nel centro storico di Rogliano. Si tratta di uno dei posti più affascinanti e di grande impatto visivo del patrimonio architettonico calabrese del XVII° secolo. Commissionato dalla Congregazione dei Nobili che aveva sede nella preesistente cappella ampliata su disegno di Scipione da Paola, prima di essere confiscato dalle truppe francesi (1806) e di passare al Demanio dello Stato, il luogo ha avuto un ruolo  importante nella storia civile e religiosa della Cittadina. E’ stato riconsegnato alla fruizione collettiva dopo un restauro seguito a lunghi anni di oblio e, soprattutto, grazie alla intuizione di un gruppo di amministratori locali e rappresentanti dell’associazionismo che ha contribuito alla stesura (e alla firma, il 27 marzo 1996) di una convenzione (la prima nel suo genere) tra Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, Comune di Rogliano e Soprintendenza ai Beni Culturali. Una iniziativa che ha portato, qualche mese più tardi, alla realizzazione di un museo nel quale, oggi, si trovano esposte tele, altari, reliquiari e, fino a qualche tempo fa, opere (argenti e tessuti) di bella fattura. A Rogliano, ricordiamo, tra il XVI° e il XVII° secolo ha operato una scuola di scalpellini ed intagliatori che ha lascito una traccia indelebile in diversi Centri del Mezzogiorno. Abili maestri che hanno scolpito il tufo e inciso il legno dando vita a capolavori che caratterizzano molte chiese, palazzi nobiliari e persino ingressi di abitazioni popolari. Portali ed altari con intagli contraddistinti da motivi opulenti ma armonici che hanno reso unico e irripetibile uno stile che nulla ha da invidiare al grande Barocco italiano. Una tipicità , quella roglianese, riscontrabile nelle cornici a schema fisso caratterizzate da intaglio a girari, volute a foglie di acanto e grande fiore pendulo alla sommità . Sulla base di questo tesoro e più complessivamente nell’ambito della riflessione culturale e negli sforzi di recupero e promozione della Memoria che negli anni scorsi hanno accomunato Istituzioni e cittadini, è nata l’idea di un ‘contenitore d’arte sacra’ che tuttavia, a distanza di tempo e in rapporto all’idea iniziale rimane, purtroppo, parzialmente inespresso.

Gaspare Stumpo

Fonte: Parola di Vita.

Data: 08 maggio 2013.

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