“Gli anni di Chiappucci, Chioccioli e … Baronchelli” *

di Pasquale ALTOMARE *

DA BEN ventiquattro anni il Giro d’Italia non partiva dalla cittadina bruzia. All’epoca, con il mio amico e cronista Gaspare Stumpo, raggiungemmo il villaggio del Giro in netto anticipo bramosi di incontrare i nostri miti del pedale; erano gli anni di Chiappucci, Chioccioli, Argentin mentre si affacciava prepotentemente alla ribalta un giovane di cesenatico di nome Marco Pantani. Era anche l’ultimo anno di carriera di un grande professionista: Giambattista Baronchelli.  Fu proprio il capitano della Bianchi Piaggio che incontrammo per primo. Il ciclista non disdegnava mai una foto, una stretta di mano, una pacca sulle spalle. Ma il buon Giambattista in quel caldo giorno di maggio non poteva assolutamente aspettarsi un gesto abbastanza inconsueto da parte di un suo tifoso,  ovvero "un caloroso e insistente palpeggiamento al proprio sedere". Il campione bianco azzurro scese dalla sua bici imprecando contro tale "ardimentoso tifoso" che aveva osato tanto. Quel giovane tifoso era il mio amico Gaspare. Rimane un ricordo, un simpatico episodio ma potrei raccontarne altri nelle tappe calabresi nelle quali puntualmente riuscivo, privo di accrediti, ad “infiltrarmi” presso il Villaggio Rosa; magari con Pantani, Bugno, Cipollini, Bettini, Pellizzotti solo per citarne alcuni. A Cosenza, quest’anno, la carovana rosa è approdata con tre favoriti, il nostro Nibali, Ehsjadal e sopratutto il britannico Wiggins. Una corsa disegnata magistralmente dagli organizzatori con tappe quasi sempre insidiose e pertanto imprevedibili. Vanno citati, inoltre, il sempre tenace Scarponi e, l’australiano Evans, che recentemente ha affermato come il Giro, negli ultimi anni, sia diventato tanto competitivo da raggiungere picchi di credibilità  internazionale degni del Tour de France. Per concludere non posso esimermi dal fare un pronostico che allo stesso tempo ha il sapore di una speranza, ovvero, l’auspicio di applaudire e festeggiare a Brescia lo "Squalo dello Stretto" (Vincenzo Nibali, ndr). E lo sventolare, con Lui sul podio, di quel tricolore molte volte indigesto ai nostri amici del Nord!

Nella foto: Pasquale Altomare a Cosenza con Damiano Caruso, promessa del Ciclismo Italiano.

Data: 14 maggio 2013.

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