Lsu-Lpu. Momenti di tensione durante un sit-in a Reggio Calabria

“STANCHI e umiliati”. E’ questa la sensazione pervade l’animo di migliaia di Lsu ed Lpu calabresi. Una delegazione di loro si è ritrovata presso la  sede del Consiglio regionale, a Reggio Calabria, per l’ennesimo sit-in di protesta. Sotto le bandiere dell’USB (e sulla scorta della discussione di questi giorni) i lavoratori hanno contestato “l’esiguità  (si parla di tre milioni di euro a fronte dei diciotto necessari, ndr) delle somme previste nell’assestamento di Bilancio per i pagamenti sino al 31 dicembre 2013, da parte dell’ente Regione”. L’Unione Sindacale di Base, ricordiamo, continua a rivendicare la predisposizione e l’attuazione di un programma “che sia definitivo” per la stabilizzazione dei circa cinquemila Lsu ed Lpu inseriti nel Bacino regionale calabrese. Il problema è stato segnalato persino in Parlamento. In riva allo Stretto, però, nel corso della manifestazione di questa mattina si sono vissuti momenti concitati. “Un nostro dirigente sindacale – riferisce l’USB – a causa di ciò è stato colto da malore ed è dovuto intervenire il 118 per soccorrerlo e trasportarlo in ospedale. I lavoratori sono veramente stanchi e dicono basta e all’occorrenza sono pronti a continuare la loro protesta”.

Nella foto: Aurelio Monte (Usb) durante un recente incontro con l’assessore regionale al Lavoro, Nazareno Salerno.

Data: 24 giugno 2013.

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